Senza Titolo

il retroscenaMichela Tamburrino / romaLa prima serata da prossimo ad della Rai, Roberto Sergio la passa allo stadio, a guardarsi la sua Roma prima che i nuovi impegni accavallano glielo rendano difficile. Da giorni la sua missione è quella di ricordare agli uomini Rai che non sta arrivando "l'uomo nero". Che quel Roberto Sergio dei tanti anni in Radio, è e resta lo stesso. Lo sta ripetendo a tutti: non si faranno prigionieri non accadrà più come successo a Giuseppe Carboni, pagato da direttore mentre gli si impediva di esercitare. A buon intenditor poche parole. Nessuno verrà decapitato, neppure Amadeus. Da lì la gag con Fiorello e il messaggio inviato allo showman di tranquillizzare l'amico, il Festival di Sanremo nessuno glielo toccherà. Un messaggio arrivato prima che avesse l'incarico per promettere. Ma Sergio si fa scudo della grande amicizia con Fiorello, riportato da lui in Rai ai tempi della radio e di VivaRaiplay, una consuetudine atta a giustificare un salto in avanti di grado, fatto per chiudere definitivamente le polemiche. Andando per gradi, lunedì i due passaggi chiave: assemblea dei soci e Cda Rai. Se tutto dovesse filare liscio, nelle stesse ore il nuovo amministratore delegato Roberto Sergio potrebbe avere accanto Giampaolo Rossi come Direttore generale e a quel punto si procederebbe con i generi per produrre a breve i palinsesti. Eppure solo mercoledì sera sembrava che tutto dovesse saltare, nessuna indicazione nell'ordine del giorno del cdm, tanto che si è finiti tra le varie ed eventuali. Sembra che ci si fosse impantanati su un problema di carte da preparare e che non erano pronte. Scoglio superato in un paio d'ore. A viale Mazzini già si pensava che il tira e molla sarebbe proseguito e che le nomine Rai e Guardia di Finanza avrebbero ritardato i tempi. Gli analisti Rai scherzando proponevano: a noi De Gennaro a loro Sergio e risolviamo tutto. Ma dare per scontato il voto del Cda sarebbe una leggerezza. Considerando che i consiglieri sono sette non una platea sconfinata i conti sono presto fatti. C'è la presidente e in caso di parità il suo voto vale doppio. Difficilmente Marinella Soldi potrebbe astenersi o peggio esprimere un voto contrario rispetto a un ministero che ha appoggiato anche lei, pur se composto da altre persone e sotto un altro Governo. È una questione di stile istituzionale e creerebbe un incidente con l'azionista. Ma non è detto. Sicuramente contrario sarà il voto di Francesca Bria in quota Pd mentre Riccardo Laganà, in rappresentanza dei dipendenti Rai sceglierà per l'astensione. Una possibilità da lui già esercitata con Salini e con Fuortes. A prescindere dal nome in oggetto, ma per protestare contro una legge che impone dei criteri non trasparenti. Pensiero uguale a quello dell'Usigrai nella sua maggioranza perché la minoranza non sembra critica. Alessandro Di Majo sta decidendo con i suoi dei Cinquestelle. In ballo ci sarebbe il ricollocamento di Giuseppe Carboni, ex direttore del Tg1, parcheggiato in una stanza senza altri incarichi. Si profila la possibilità che si riproponga la storia di Raiway, un voto di scambio. Dunque si tratta. L'ipotizzata Rai Parlamento, al M5S sembra troppo poco. Invece per Carboni apprezzerebbero la proposta di Rainews, con l'attuale direttore Paolo Petrecca spostato a Raisport. Si sta studiando anche un programma per Luisella Costamagna così che Giuseppe Conte non abbia ripensamenti. Si chiude il giro in Cda con FI e Lega che voteranno a favore. Una volta insediati, il duo Sergio/Rossi darà il via al valzer delle poltrone. A Stefano Coletta, attuale direttore del Prime Time avevano offerto la direzione del Marketing ma a lui non piaceva. Meglio ai Palinsesti dove farebbe lo scambio con Marcello Ciannamea. All'Apporfondimento, il più ambito dei generi, dopo tanto studiare andrà Paolo Corsini. La Lega che ha permesso l'operazione Sergio/Rossi, chiede direzioni e dunque preme per Angela Mariella e per Nicola Pionati al Giornale Radio che si è liberato dopo il trasferimento di Vianello alla tv di San Marino. La Tgr, la più grande redazione Rai, dal pensionando Cassarin resta in casa con l'avvento di Roberto Pacchetti attuale condirettore. Il passaggio di Paola Marchesini, storica direttrice di Radio 2 chiamata da Roberto Sergio come sua capo staff, crea un buco presto coperto con Simona Sala che lascia il suo posto al Day Time al Fratello d'Italia Angelo Mellone. Per mettere mano alle testate ci sarà modo la prossima settimana. --© RIPRODUZIONE RISERVATA