Il luppolo selvatico (vertis) sempre pronto agli Orti Sociali
VOGHERAIn natura, di questo periodo, cresce spontaneo. Dura poche settimane, e i più esperti lo raccolgono lungo i torrenti e i fossi, aguzzando la vista per cercare le sue punte sottili e amarognole, utilizzate sia in cucina che per la preparazione di tisane. È il luppolo selvatico, anche noto come asparagina, asparago selvatico o "vertis" (o "urtis") in dialetto, pianta dalle tante proprietà su cui, da quest'anno, hanno deciso di scommettere anche gli "Orti Sociali" di Voghera, che dopo aver condotto qualche esperimento negli anni scorsi, hanno deciso di metterla ufficialmente in produzione. «Il vertis - spiega Moreno Baggini, titolare dell'azienda e dell'annessa "Bottega de l'urtlan" - è un'erba molto utilizzata nella cucina popolare della zona, ma che difficilmente viene riprodotta e venduta. La gente va a cercarla durante le scampagnate, e può sperare di trovarla solo per un periodo limitato, coincidente grossomodo con il mese di aprile. Noi abbiamo cominciato a coltivarla tre anni fa grazie a un progetto del dipartimento di scienze della terra dell'Università di Pavia intitolato "La sostenibilità che include", coordinato dal professor Graziano Rossi e finanziata da Fondazione Cariplo. Lo scopo era quello di riprodurre e valorizzare specie alimurgiche (cioè spontanee appunto) per un periodo limitato, ma il riscontro da parte della clientela è stato tale che abbiamo deciso di continuare l'esperienza». L'asparagina si consuma semplicemente lessata e condita con sale, olio e pepe oppure in un risotto, in una frittata, in zuppe, torte salate e gnocchi. Ma non solo: da sempre usata in medicina popolare, ha blande qualità sedative, utili a contrastare l'insonnia o a calmare l'acidità gastrica. Queste caratteristiche gli consentono di essere utilizzato in infusi utila regolare il metabolismo.--SERENA SIMULA