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Marco BresolinINVIATO A BRUXELLESNonostante la netta opposizione del governo italiano, e nonostante i dubbi espressi dagli Stati del Golfo, Josep Borrell ha deciso che l'inviato speciale dell'Unione europea per quell'area sarà Luigi Di Maio. Che grazie allo scandalo del Qatargate è riuscito a scalzare il suo principale avversario in questa partita: l'ex commissario europeo Dimitris Avramopoulos, finito nel polverone per la sua collaborazione con l'ong "Fight Impunity" di Antonio Panzeri, al centro dell'inchiesta sulla presunta rete di corruzione internazionale che ha travolto il Parlamento Ue. L'Alto Rappresentante per la politica estera dell'Unione considera Di Maio «il candidato più adatto», ma la sua mossa ha provocato l'irritazione di Roma e dei partiti che sostengono il governo guidato da Giorgia Meloni. Per la Lega siamo di fronte a «una scelta vergognosa». Per Maurizio Gasparri (Forza Italia) si tratta «di un'ipotesi assurda che mette in ridicolo chi l'ha presa in considerazione». La sua nomina deve essere confermata dal Consiglio: di norma i governi si limitano a "bollinare" l'indicazione dell'Alto Rappresentante, ma sulla carta l'esecutivo potrebbe tentare di bloccarla. Non è semplice perché per confermare la scelta di Borrell non serve l'unanimità, ma basta la maggioranza qualificata. Roma potrebbe però cercare di costruire una minoranza di blocco con almeno 4 Paesi rappresentanti il 35% della popolazione Ue: la sensazione è che non lo farà e che magari si limiterà a far presente la propria contrarietà, senza però alzare le barricate. Del resto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, pur precisando che non si tratta di una decisione avallata dal governo, ha definito la mossa di Borrell come «legittima». La stessa identica formula utilizzata dagli eurodeputati di Fratelli d'Italia, che sono sempre in grande sintonia con il pensiero della premier. Per capire come si è arrivati alla nomina di Di Maio, che sarà in carica per 21 mesi dal 1 giugno al 28 febbraio 2025, bisogna fare un salto indietro fino al settembre dello scorso anno. Secondo quanto ricostruito, la candidatura dell'ex ministro degli Esteri è stata trasmessa a Borrell dal governo Draghi a ridosso della scadenza indicata dall'Alto Rappresentante, fissata alle ore 17 del 27 settembre (secondo alcune fonti la comunicazione sarebbe arrivata addirittura qualche ora dopo). Una data significativa, perché due giorni prima le elezioni politiche avevano certificato il disastro elettorale di "Impego Civico" (fermatosi allo 0, 6%) e il naufragio del progetto politico di Di Maio. La carta Ue rappresentava dunque un'ottima exit strategy per l'ex leader del Movimento Cinque Stelle, sparito dai radar della politica italiana. Tra ottobre e novembre si tenute le audizioni dei candidati che hanno visto emergere Di Maio come il numero uno della short list in cui figuravano anche il greco Avramopoulos, il cipriota Markos Kyprianou e l'ex ministro degli Esteri slovacco Jan Kubis. A quel punto, però, sono sorti due ostacoli sul percorso di Di Maio verso la nomina. Il primo è stato l'insediamento del governo di Giorgia Meloni, che ha fatto trapelare la sua contrarietà a questa scelta. Il secondo invece è arrivato direttamente dai Paesi del Golfo Persico, in particolare dall'Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi, secondo i quali Di Maio era il responsabile della crisi diplomatica con l'Italia, dovuta soprattutto all'embargo sulle armi introdotto dal governo Conte II. Per questo Borrell ha deciso di prendere tempo. Nel frattempo sono salite le quotazioni di Avramopoulos, ex commissario europeo agli Affari Interni. La sua nomina sembrava cosa fatta. Ma a dicembre è scoppiato lo scandalo del Qatargate che, oltre ad aver congelato tutto l'iter per l'inviato Ue nel Golfo, ha affossato la candidatura di Avramopoulos. Il greco, seppur estraneo all'inchiesta, era stato travolto dalle polemiche per la sua collaborazione con l'ong di Antonio Panzeri, dalla quale aveva ricevuto un compenso annuo di 60mila euro. Una "macchia" che ha rilanciato le quotazioni di Luigi Di Maio: secondo Borrell l'ex capo della Farnesina «ha il necessario profilo politico a livello internazionale» per rappresentare l'Unione europea nei Paesi del Golfo. --© RIPRODUZIONE RISERVATA