Lega, Vignati contro i ribelli «Via dal gruppo in Consiglio»

Fabrizio Merli / paviaNervosismo in casa della Lega a palazzo Mezzabarba. Il segretario provinciale, Jacopo Vignati, dice che i consiglieri Roberto Mura (ex capogruppo) e Gennaro Gallo non possono più fare parte del gruppo consigliare della Lega essendo stati espulsi dal movimento guidato da Matteo Salvini. Mura, dal canto suo, replica che non ha intenzione di uscire dal gruppo con il quale, nel 2019, venne eletto in Consiglio.«una posizione inopportuna»«Di questo argomento - spiega il segretario provinciale della Lega, Jacopo Vignati - avevo già parlato con la segretaria cittadina, Roberta Marcone e con il sindaco, Fabrizio Fracassi. Mura e Gallo sono stati espulsi dalla Lega e quindi non possono più sedere nel nostro gruppo consigliare. E che la loro posizione sia inopportuna l'ho ribadito lunedì scorso, a margine del direttivo provinciale».Giova fare un rapido riassunto dei passaggi che hanno condotto a questa situazione. Gennaro Gallo, eletto con la Lega, ne venne espulso dopo essersi schierato, alle elezioni provinciali del 2021, con il candidato Angelo Bargigia, che era stato posto come alternativa a quello ufficiale della Lega, Giovanni Palli (poi eletto). Più di recente, Roberto Mura, che era consigliere regionale della Lega, uscì dal gruppo insieme ad altri tre colleghi per fondare il gruppo Comitato Nord, vicino alle posizioni di Umberto Bossi e dell'eurodeputato Angelo Ciocca. Per Mura è scattata l'espulsione dal movimento e lo stesso, appena dopo il voto per le regionali del 12 e 13 febbraio scorso, si è dimesso dal ruolo di capogruppo del Carroccio a palazzo Gounela, ruolo assunto da Daniele Comini. Tuttavia, sino ad ora, Mura e Gallo hanno continuato a fare parte del gruppo Lega.«io non me ne vado»Roberto Mura, ex senatore ed ex consigliere regionale, risponde «molto serenamente» alla sollecitazione del segretario provinciale Vignati: «Ritengo di essere stato coerente dimettendomi subito dal ruolo di capogruppo dopo essere stato espulso per avere criticato un certo modo di fare politica. Ma non ho nessuna intenzione di abbandonare il gruppo consigliare. Sono stato eletto nelle liste della Lega e resterò fino alla fine della consigliatura per rispetto di chi mi votò nel 2019. Continuerò a votare fedelmente per il sindaco Fracassi e a seguire le indicazioni del capogruppo, ma non esco dal gruppo. Su questo sono stato anche convocato dalla segretaria cittadina Roberta Marcone, ma siccome non faccio più parte della Lega lei non ha più potere su di me. E né lei, né il segretario provinciale né il sindaco hanno gli strumenti per mandarmi via dal gruppo».una volta eletto...In effetti l'appartenenza o meno a un gruppo consigliare è una questione di carattere esclusivamente politico. Dal punto di vista istituzionale, la distinzione è solo tra i consiglieri che hanno appoggiato la candidatura del sindaco e quelli che invece fanno parte della maggioranza. La qualifica di "eletto" dal popolo, insomma, prevale sullo schieramento al quale il consigliere deciderà di appartenere e su di essa non è possibile intervenire.Lo sa bene lo stesso segretario provinciale, Jacopo Vignati: «Se facciamo prevalere l'applicazione dei regolamenti su tutto, allora smettiamo di fare politica ed entriamo nel caos. Diciamo che chi ha fatto, in Regione, la scelta di uscire dal gruppo della Lega, per coerenza dovrebbe fare la stessa cosa con il Consiglio comunale. A meno che Pavia sia avulsa, nel modo di fare politica, da tutto il resto del territorio provinciale». --© RIPRODUZIONE RISERVATA