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la giornataMarco BresolinINVIATO A BRUXELLESVorrebbe poter guardare negli occhi Viktor Orban per chiedergli di smetterla di fare resistenza sulle sanzioni economiche alla Russia. E rivolgersi direttamente a chi, come Mark Rutte, frena sul percorso di adesione dell'Ucraina nell'Unione europea. Ma soprattutto vuole avvertire gli alleati Ue che tra una settimana-dieci giorni è prevista una pesante offensiva da parte di Mosca nell'Est e nel Sud del Paese, per questo è necessario aumentare il supporto militare e accelerare la consegna dei carri armati. Ci sono almeno tre buone ragioni che stanno spingendo Volodymyr Zelensky a organizzare il suo primo viaggio a Bruxelles dall'inizio della guerra, ma la terza è certamente la più urgente. Intervenire al Consiglio europeo, per la prima volta "dal vivo" e non in video, per suonare un campanello d'allarme in vista degli attesi sviluppi sul campo. La missione del presidente ucraino nella capitale europea non è stata ancora confermata ufficialmente, ma - come rivelato ieri mattina in anteprima sul sito de La Stampa - i lavori preparatori sono in una fase avanzata. «È stato invitato da Charles Michel» ha confermato il portavoce del presidente del Consiglio europeo. Fonti Ue spiegano che restano da sciogliere ancora una serie di nodi legati alla sicurezza, motivo per cui la visita resterà in bilico fino all'ultimo momento. Ma Bruxelles si sta preparando ad accogliere Zelensky in quella che sarebbe la sua seconda uscita dal Paese dal 24 febbraio dello scorso anno, dopo il viaggio negli Stati Uniti a dicembre. Davanti alla sede del Parlamento europeo, nella Place du Luxembourg, sono stati esposti un camion dei pompieri distrutto e un'ambulanza con la fiancata sinistra crivellata di colpi. Il primo era esploso sopra una mina nei pressi di Kiev, mentre la seconda era stata attaccata dall'esercito russo nella regione di Kharkiv. Li hanno portati fin qui i volontari dell'associazione "LUkraine" e i due mezzi resteranno davanti alla sede dell'Europarlamento fino a giovedì, giorno in cui potrebbe arrivare Zelensky. Il programma al quale stanno lavorando nella massima riservatezza i vertici delle istituzioni Ue prevede infatti la convocazione di una seduta straordinaria del Parlamento, durante la quale la presidente Roberta Metsola darà la parola al leader ucraino. «Non vediamo l'ora di darle il benvenuto a Bruxelles, presidente Zelensky» ha scritto in un tweet il gruppo del Ppe, salvo poi cancellare il messaggio. Dopo l'intervento in Parlamento, la bozza di programma - ovviamente suscettibile di modifiche - prevede il trasferimento all'Europa Building, dove si terrà il Consiglio europeo dedicato alla crisi economica e a quella migratoria, ma che ha in agenda anche una discussione sulla guerra in Ucraina. «I vertici delle istituzioni Ue ci appoggiano - aveva detto venerdì scorso Zelensky al termine del summit a Kiev con Ursula von der Leyen e Charles Michel -, ma a noi serve il sostegno di tutti i leader». Oltre al valore simbolico, la missione a Bruxelles ha quindi un obiettivo chiaro: sedersi al tavolo del vertice europeo per cercare di convincere i 27 capi di Stato e di governo a fare di più. Un anno fa, la sera del 24 febbraio, il suo intervento in video alla riunione del vertice Ue era servito a convincere anche i leader più riluttanti a dare il loro sostegno all'Ucraina, sia in termini di aiuti militari, sia sul fronte delle sanzioni. «Forse questa è l'ultima volta che mi vedete vivo» disse Zelensky, una frase che colpì molto l'ex premier Mario Draghi. Un anno dopo Zelensky è convinto che sia necessario dare un'altra scossa agli alleati europei per evitare che si «rilassino». La Germania ha superato le resistenze e dopo un intenso pressing ha dato il via libera alla consegna dei carri armati Leopard 2. Ieri un portavoce del governo ha assicurato che arriveranno «rapidamente», ma per Zelensky il tempo stringe. Al momento, infatti, è arrivato in Polonia soltanto un Leopard, spedito dal Canada: servirà per l'addestramento dell'esercito ucraino. La Russia si starebbe muovendo in anticipo per sfruttare questo vantaggio in modo da conquistare l'intero Donbass. Serhiy Hayday, governatore militare del Luhansk, ha detto che l'offensiva di Mosca inizierà «in qualsiasi momento dopo il 15 di febbraio», dunque ben prima dell'anniversario dell'invasione. Secondo gli analisti l'escalation nelle prossime settimane sarà inevitabile e anche il segretario generale delle Nazioni Unite vede solo nuvole nere all'orizzonte. «Le prospettive di pace continuano a diminuire e crescono le possibilità di un'ulteriore escalation» dice il portoghese Antonio Guterres, secondo il quale è «alto» il rischio di un conflitto nucleare, che potrebbe iniziare «volontariamente o per un incidente». -- © RIPRODUZIONE RISERVATA