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Il raccontoGiuseppe Agliastro / Mosca«Siamo stati fortunati che non si sia verificato un incidente nucleare potenzialmente grave», ma «la prossima volta potremmo non essere così fortunati». Rafael Grossi mette in guardia sull'estrema pericolosità dei bombardamenti sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia dopo che almeno 12 «potenti esplosioni» hanno colpito la zona tra sabato e domenica. Si è trattato di «uno dei più intensi» raid degli ultimi mesi, denuncia il direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica prima di lanciare una ferma condanna degli enormi rischi corsi nel fine settimana in Ucraina: «Sebbene non vi sia stato un impatto diretto sui sistemi di sicurezza dell'impianto» - avverte - le bombe sono cadute «pericolosamente vicino ad essi» e «stiamo parlando di metri, non di chilometri».Se Mosca e Kiev si rimpallano le accuse sui raid sulla centrale, ci sono invece molti meno dubbi sul fatto che siano state le truppe russe a prendere di mira le infrastrutture energetiche ucraine in questi ultimi mesi mettendo in ginocchio la rete elettrica e lasciando dieci milioni di persone senza luce, acqua e riscaldamento mentre le temperature scendono sotto lo zero. La situazione è grave. «Questo inverno sarà pericoloso per la vita di milioni di persone in Ucraina», ha avvertito Hans Henri Kluge, direttore per l'Europa dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. «Gli attacchi alle infrastrutture sanitarie ed energetiche fanno sì che centinaia di ospedali e strutture sanitarie non siano più pienamente operative», ha detto Kluge parlando dei possibili rischi per la salute per chi cerca di scaldarsi con carbone o legna. Secondo il dirigente dell'Oms, fino a tre milioni di ucraini potrebbero essere costretti a lasciare le loro case a causa dei raid russi sugli impianti elettrici. «Dovranno affrontare sfide sanitarie uniche, comprese infezioni respiratorie come Covid-19, polmonite, influenza e il grave rischio di difterite e morbillo in una popolazione poco vaccinata», afferma, mentre le autorità ucraine annunciano di aver cominciato un'evacuazione su base volontaria dalle zone di Kherson e Mykolaiv, proprio a causa dei danni al sistema elettrico e quindi alla mancanza di riscaldamento. Ed è sempre a Kherson, da poco riconquistata dai soldati ucraini, che le autorità di Kiev sostengono di aver individuato quattro luoghi dove le forze russe avrebbero torturato i civili. «Vari metodi di tortura, violenza fisica e psicologica sono stati inflitti alle persone nelle celle e negli scantinati», afferma la procura generale, secondo cui sono stati trovati parti di manganelli di gomma, una mazza, manette e «un apparecchio con cui gli occupanti torturavano i civili con l'elettricità». Mosca accusa invece i militari ucraini di quello che, se accertato, sarebbe un grave crimine di guerra: aver giustiziato dieci soldati russi che si erano apparentemente arresi. Kiev respinge le accuse e l'Onu sta indagando sul caso.Tornando ai raid sulla centrale di Zaporizhzhia, secondo gli esperti dell'Aiea si sono verificate esplosioni non lontano dai reattori (spenti da settembre) e il bombardamento ha provocato anche dei danni, per esempio a una struttura per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi: per fortuna «nessuno di essi» è risultato tale da mettere in pericolo la sicurezza del sito, fanno sapere i tecnici dell'agenzia dell'Onu assicurando che il livello delle radiazioni è nella norma.La centrale di Zaporizhzhia è la più grande d'Europa e sorge sul fiume Dnipro, in Ucraina meridionale, non lontano dal fronte. In questi mesi di guerra la zona è stata più volte bombardata facendo temere un disastro. Russia e Ucraina si sono sempre accusate a vicenda dopo ogni raid e l'ultimo, così pericoloso, non ha fatto eccezione. «Stiamo informando la comunità internazionale che l'impianto è a rischio di disastro nucleare e Kiev crede chiaramente che un piccolo incidente nucleare sarebbe accettabile», ha detto l'agenzia atomica russa Rosatom accusando il governo di Kiev. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha puntato invece il dito contro Mosca e ha chiesto ai Paesi Nato di garantire una protezione da quelli che definisce «sabotaggi russi» agli impianti nucleari ucraini.Il numero uno dell'Aiea, Rafael Grossi, non accusa direttamente nessuna delle parti belligeranti, ma denuncia che «chiunque stia bombardando la centrale di Zaporizhzhia, sta giocando d'azzardo con la vita di molte persone». La sua proposta è creare una zona demilitarizzata attorno alla centrale di fatto controllata dalla Russia: «C'è l'urgente necessità di misure che aiutino a evitare un incidente nucleare». --© RIPRODUZIONE RISERVATA