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Un condono, o poco ci manca, per le mini cartelle esattoriali recapitate a chi si trova in difficoltà economiche. Una sanatoria un po' meno generosa per chi se la passa meglio e deve sanare importi maggiori. Il "saldo e stralcio" per chi invece vuole fare pace con il fisco, prima che questo venga a suonare alla sua porta. Il capitolo sanatorie della manovra poggia su questi tre pilastri. Per cartelle di un valore fino a 2.500 chi ha un reddito Isee modesto, si parla di 15mila euro, potrebbe mettersi in regola pagando solo il 20% del dovuto. «L'Agenzia delle entrate - spiega Maurizio Leo, responsabile economico di FdI e viceministro dell'Economia- deve togliere di mezzo le cartelle inesigibili, perché li non ci sarà di che recuperare e comunque parliamo di importi inferiori al costo di recupero». In caso di importi e redditi superiori l'imposta andrebbe pagata per intero, ma quel circa 40% di sanzioni e interessi verrebbero sostituiti da una assai più modesta maggiorazione del 5%, con un comodo pagamento in rate decennali. Ma anche chi non ha ancora ricevuto alcuna cartella esattoriale può mettersi al riparo se sa di avere qualche scheletro nell'armadio. In questo caso il governo pensa di applicare la formula "5+5": dopo una interlocuzione con l'amministrazione finanziaria si pagherebbe l'imposta con una sanzione forfettaria del 5% che comporterebbe quindi un risparmio del 35%, con il vantaggio di poter rateizzare in 5 anni.Se non una manna un bell'aiuto per i circa 23 milioni di italiani che hanno una cartella esattoriale che pende sul loro capo o che stanno per riceverla. Anche se la Corte dei Conti ha a suo tempo fatto sapere che di questi importi è recuperabile appena un 7%. --© RIPRODUZIONE RISERVATA