Esultano le opposizioni «Certificato il fallimento della giunta regionale»

Luca Simeone / paviaAttese più o meno da tutti, le dimissioni di Letizia Moratti dalla giunta regionale - e le motivazioni forti con le quali la ormai ex vicepresidente ha accompagnato l'addio - vengono sventolate dai consiglieri regionali pavesi delle opposizione come la certificazione del fallimento di Fontana e del centrodestra. «Le dimissioni sono un fatto politico rilevantissimo che conferma tutti i problemi del centrodestra in Lombardia - dice Giuseppe Villani (Pd) - è il punto arrivo di una lunga fase di contrasti, iniziati da quando la Moratti si è insediata, e rappresenta il fallimento del progetto di tenere insieme una proposta populista e pseudofederalista come quella della Lega con un pezzo di Forza Italia e quello che la Moratti rappresenta a livello di sanità privata. Il giudizio negativo sulla giunta lombarda è stato molto netto, così come sul governo per i provvedimenti riguardanti i medici no vax. Vedremo nelle prossime ore cosa accadrà, ma è chiaro che la Moratti ha in mente altro progetto politico».« si dimetta anche fontana»Secondo un recente sondaggio la Moratti vincerebbe contro Fontana anche se si presentasse con il centrosinistra: sarà davvero quello l'approdo? «Noi stiamo facendo un altro percorso, con il Pd al centro di un progetto decisamente alternativo al centrodestra nelle sue varie espressioni, e siamo estranei a certi giochi di potere: non saremo la stampella di nessuno - taglia corto Villani - apriremo l'interlocuzione con tutte le forze di opposizione in Consiglio regionale, cercando di costruire alleanze civiche e sociali, e anche con chi si è astenuto alle ultime elezioni». Per Simone Verni (M5S) «finalmente è terminata la pagliacciata indegna della giunta regionale lombarda: una soap-opera che prosegue da troppi mesi. Letizia Moratti, chiamata a salvare il centrodestra dai disastri del duo Fontana-Gallera e dall'incapacità di gestire la pandemia, se ne va sbattendo la porta, certificando il fallimento della giunta Fontana. Fontana, ancora una volta, non ha avuto la forza di decidere e ha atteso passivamente l'ennesimo ceffone». Quindi «riteniamo che questa disastrosa esperienza di governo debba terminare. Attendiamo le dimissioni a ruota dello sfiduciato presidente Fontana, alla guida di una giunta inoperosa e bloccata dalla fuga degli assessori verso il Parlamento. Da sottolineare come il primo vero atto degno di essere ricordato dell'assessore Moratti, da quando si è insediata, sia quello di sfiduciare il governo della Lombardia e quello nazionale. Un percorso studiato a tavolino verso la propria candidatura, che di fatto ha dimenticato le esigenze dei cittadini lombardi, ma si sa: a loro interessano solo le poltrone e la difesa di interessi particolari».Aggiunge Carlo Porcari, segretario regionale di Articolo uno: «Le dimissioni di Letizia Moratti evidenziano in modo lampante la totale perdita di credibilità della giunta Fontana. Non sono dimissioni qualsiasi, vengono dalla vicepresidente, nonché assessora al Welfare. Le parole durissime con cui Letizia Moratti lascia sono molto eloquenti, più ficcanti delle critiche anche più severe avanzate sugli stessi argomenti in questi anni dalle opposizioni». Ora «la certificazione del fallimento richiede un sussulto di responsabilità da parte di tutte le opposizioni. Le divisioni che hanno impedito il formarsi di una coalizione ampia a livello nazionale, dal M5S fino ad Azione ed Italia Viva, consegnando così il paese alla destra, qui ed ora non sono giustificabili». Porcari invoca perciò «un patto elettorale che liberi la Lombardia, dopo 28 anni di malgoverno»«moratti a sinistra? la tomba del pd»Le dimissioni non sorprendono neppure Roberto Mura (Lega): «Le dimissioni erano nell'aria, non è da oggi che la situazione è instabile. Moratti prosegue nella sua strada, noi nella nostra, vediamo quali nuovi equilibri si creeranno in vista delle regionali. Le sue dichiarazioni forti? È in campagna elettorale, ci sta, ma le motivazioni non sono comprensibili visto che è stata in giunta fino ad ora. Pensiamo a vincere con il presidente Fontana che ha ben lavorato e sono sicuro che avrà la fiducia dei cittadini lombardi». Sull'ipotesi di approdo di Moratti nel campo del centrosinistra Mura è scettico: «Il Pd già ora è in difficoltà, un'alleanza con la Moratti creerebbe più di un problema. La mia sensazione è che non andrà in quella direzione, sarebbe la tomba del Pd. Moratti conta molto su un elettorato civico più che partitico, un progetto perdente se fuori dal centrodestra».Ruggero Invernizzi (Forza Italia) invece non si aspettava le dimissioni della Moratti «visto che aveva lavorato bene in giunta finora. Ma non commento la sua decisione, piuttosto sono molto contento che nel giro di qualche ora sia stata nominata al suo posto una persona altrettanto valida e qualificata, Guido Bertolaso, una scelta azzeccatissima. Ci sarà di grande aiuto vista l'esperienza e il contributo già dato nella realizzazione dell'ospedale fiera e sulle vaccinazioni». Invernizzi condivide però la perplessità sui provvedimenti annunciati dal governo sui medici no vax: «Da medico non condivido il reintegro dei medici non vax, non era necessario accelerare i tempi, si sarebbe potuto attendere la naturale scadenza del provvedimento di esclusione. D'altra parte mi pare strumentale da parte della Moratti motivare le dimissioni anche con questo argomento, visto che si tratta di provvedimenti del governo e non della giunta regionale».--