Letta e Conte «Dal Cavaliere frasi gravissime Il governo nasce tra le ambiguità»

il casoCarlo Bertini / Roma«Le dichiarazioni di Berlusconi sono gravissime, incompatibili con il posizionamento dell'Italia e dell'Europa». Se Enrico Letta va giù duro, è perché il Pd vuole approfittare della spaccatura nella coalizione di governo per assolvere subito il suo compito di opposizione. Un ex ministro svela la ricostruzione fatta dai dem sull'accaduto: «Ronzulli sta facendo uscire gli audio per far fuori Tajani dalla casella degli Esteri e per danneggiare Meloni, insieme a tutti quelli di Forza Italia che si stanno mettendo d'accordo con Giorgia». Un film da brivido, tale da rendere quasi impensabile una durata di questo esecutivo oltre pochi mesi. «È un regolamento di conti tra loro e il governo nasce indebolito». Ma sono l'applauso e le risate che si odono nella registrazione dell'assemblea di Forza Italia a impressionare al pari delle parole di Berlusconi, perché dimostrano che c'è un partito nella maggioranza che mostra di pensarla come il suo leader. Il Pd dunque chiede una pubblica abiura e porta la questione in Parlamento. Non bastano le precisazioni, i chiarimenti, i borbottii. No. Serve un impegno solenne nelle aule della maggioranza di governo, per bocca dei suoi leader, che confermi la posizione dell'Italia sull'Ucraina. Punto. «In apertura dei lavori - annuncia Enrico Borghi, responsabile sicurezza del Pd - chiederemo un dibattito parlamentare, i partiti della destra smentiscano Berlusconi e dicano come la pensano sulla nostra collocazione». Un chiarimento che diventa «dirimente» per il varo di un governo. Enrico Letta è convinto infatti che le parole di Berlusconi pongano il nostro Paese fuori dalle scelte europee e occidentali e minino alla base la credibilità del possibile nuovo esecutivo. E questo perché «ogni governo che nasce in Europa oggi deve scegliere se stare con Putin o stare con l'Ucraina e con l'Unione Europa. «Il governo Meloni sta nascendo sotto il segno della peggiore ambiguità». Ai dem fa sorridere «la reazione disperata di Tajani che sbandiera il proprio europeismo e sembra un bambino a cui hanno tolto il gelato dalla bocca», sorride Francesco Boccia. «Questa coalizione sulla politica estera ed europea è divisa: pensavamo che crollassero dopo la partenza o durante il primo anno, ma questi crollano prima di partire. Questo governo nasce con un partito che non nasconde di essere filoputiniano mentre Putin ogni giorno commette crimini di guerra. Siamo ai livelli di Trump, di chi fa un grosso danno alla comunità internazionale». E se i Verdi e la sinistra dicono che «Berlusconi è il cavallo di Troia di Putin», se Italia Viva chiede al Ppe di «prendere provvedimenti», anche Giuseppe Conte fa la faccia dura, a dispetto di chi tra i dem e il terzo polo, lo considera timido nella sua difesa dell'Ucraina. «Alla luce delle ultime dichiarazioni di Berlusconi sul conflitto russo-ucraino emerge una chiara articolata linea, un indirizzo di politica estera inaccettabile per il nostro paese perché pone in discussione la premessa fondamentale che l'Italia non può discutere, e cioè che l'aggressione russa sia ingiustificata». Per Conte dunque «si pone ora un problema serio e Forza Italia non può esprimere un ministro agli Esteri. È una questione politica che porremo anche al Presidente Mattarella nel corso della consultazioni». --© RIPRODUZIONE RISERVATA