Ferrari, tante occasioni sprecate Leclerc e le pole senza vittoria

l'analisiStefano ManciniParlandone di sabato, la Ferrari F1-75 è una macchina da record. Ricorda le Rosse dei tempi d'oro, quelle degli anni Duemila. Inavvicinabili. Charles Leclerc è partito nove volte in pole position, Carlos Sainz due. Undici come quelle del 2001, tutte firmate da Michael Schumacher. Solo nel 2004 furono di più: otto di Schumi e quattro di Rubens Barrichello nella stagione più dolce della storia di Maranello.La differenza emerge la domenica. La pole position fatica a diventare un'anteprima di vittoria per un campionario di ragioni: sfortuna, strategie strampalate, errori dei piloti, problemi di affidabilità, a cui ora si aggiungono le decisioni discutibili della direzione corsa. Schumacher chiuse la partita con quattro gare di anticipo e tredici vittorie in curriculum, arrotondate dalle due di Barrichello. La sproporzione con il presente era inimmaginabile dopo il brillante avvio di stagione: quattro di Leclerc e una di Sainz. Il Gran premio di Singapore è stato una sintesi dell'annata in Rosso. «La mia gara è stata condizionata da una brutta partenza, ho dovuto inseguire ed è stato difficile», è l'analisi di Leclerc, secondo classificato al traguardo. Anche il pit stop è stato lento, oltre i 5 secondi perché il pilota monegasco è slittato sull'asfalto umido e si è fermato troppo avanti. Poi ci si è messa la Fia, che per punire Perez (mancato rispetto della distanza dalla safety car) ha impiegato tre ore e ha poi scelto la massima pena che non influisse con il risultato. «Io avrei spaccato il computer», ha commentato Flavio Briatore, ambasciatore della F1, mentre la Ferrari ha deciso di non presentare appello.Ma arbitraggio a parte, la Ferrari aveva tutte le condizioni favorevoli per interrompere la serie di successi della Red Bull (adesso sono sei): la pole in un circuito in cui è difficile sorpassare e la giornata no di Max Verstappen, che dopo ripetuti pasticci ha recuperato dall'ottavo al settimo posto.Charles Leclerc si è avvicinato a un primato negativo: il numero di pole position senza vittoria in un campionato. Con quella di domenica sul circuito di Marina Bay, siamo a sette. Peggio di lui nella storia della Formula 1 è andata soltanto a Mika Hakkinen nel 1999, poi diventato campione del mondo con la McLaren, e a Nico Rosberg con la Mercedes. A campionato ormai nelle mani di Verstappen, è più che mai urgente per la Ferrari prepararsi alla sfida del 2023 a partire dalla vigilia, da quel sabato del paddock che esalta e illude, e che poi nel giorno di festa, per ragioni diverse, non viene finalizzato. La Red Bull è la prima squadra ad aver vinto in cinque circuiti cittadini. Domenica si torna a un circuito vero, Suzuka, che con la sua forma a otto è uno dei più amati dai piloti: automobilismo puro, ricco di storia, dai duelli Prost-Senna alle imprese di Schumacher. Ora tocca a Verstappen. --© RIPRODUZIONE RISERVATA