Palazzo Saporiti, lo scoglio sono i fondi per i lavori
VIGEVANO Il contratto d'affitto del liceo Cairoli è scaduto, ora la Provincia cerca la mediazione con la Fondazione Saporiti. Palazzo Saporiti, sede del liceo, è di proprietà dell'omonima fondazione cui la Provincia, ente che ha la competenza sulle scuole superiori, paga un affitto annuo di circa 74mila euro. «Siamo in regime di proroga del contratto - dice Giuseppe Bufalino, capo di Gabinetto della Provincia - e sono in corso delle trattative con la Fondazione per vedere se ci sono margini di modifica». Il problema sta appunto negli investimenti necessari: solo nell'ultimo decennio, per esempio, la Provincia, a fronte di un canone definito "calmierato", ha investito cifre importanti per il restauro dell'immobile, come i 360mila euro per i lavori di adeguamento alle normative antincendio. Ora però di lavori ne servirebbero altri: il liceo con quest'anno scolastico occuperà, con le sue 52 sezioni, tutti gli spazi disponibili, e per l'anno scolastico 2023/2024 non ci sarebbe posto per le prime classi quarte del liceo linguistico. «Nel 2023/2024 - aveva confermato Alberto Panzarasa, dirigente scolastico del Cairoli - avremo di certo due classi in più, dato che le attuali terze diventeranno le future quarte del linguistico e l'anno successivo avremo anche, per la prima volta, le classi quinte». Una soluzione, però, ci sarebbe. Parlando con gli studenti del liceo di qualche decennio fa, si scopre che la parte sinistra della facciata principale di palazzo Saporiti allora era utilizzata. A sinistra del portone si vedono finestre anche al primo, all'ammezzato e al secondo piano, ma di fatto quegli spazi oggi sono vuoti. «Un tempo c'erano la presidenza e la segreteria - dicono gli ex studenti - e per qualche tempo è stato anche sede dell'archivio. Da lì si accedeva anche alla casa del custode». Gli spazi cui fanno riferimento gli ex liceali sono solo quelli della parte che dà su via Cairoli e sono speculari a quelli occupati dal liceo classico. Nel primo cortile si vede un cancello chiuso, ma alzando lo sguardo si vedono finestre aperte, piccioni che entrano ed escono, un piccolo chiostro e un balcone ancora integro. «Perché non sistemano anche quell'ala? - concludono gli ex studenti - Come l'abbiamo usata noi, possono usarla i futuri studenti. Sappiamo bene che per i vigevanesi è difficile pensare a un altro edificio per il Cairoli, la Provincia dovrebbe seriamente pensare di comprare quel palazzo». Daniela Bio, ex vicepresidente della Provincia, a gennaio aveva dichiarato che «con i fondi del Pnrr pensiamo alla costruzione di un nuovo polo scolastico, che reputiamo un'iniziativa intelligente considerate le nuove tecnologie dell'edilizia contemporanea, nel rispetto della transizione ecologia». Ma da Vigevano è arrivata un'altra richiesta: due anni fa gli ex consiglieri provinciali Emanuele Corsico Piccolini (Partito Democratico), Antonello Galiani (Forza Italia) e Andrea Sala (Lega) avevano infatti chiesto alla Provincia di avviare una verifica circa la possibilità di acquisto della storica sede del liceo Cairoli. --Selvaggia Bovani