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il retroscenaAntonio Bravetti / ROMAForza Italia si spacca. Cronaca, semplice e dritta. Ma si potrebbe raccontarla anche così: Renata Polverini contro Annagrazia Calabria. Due donne, due deputate, parlamentari esperte del partito che si ritrovano sui lati opposti della barricata. La prima è da due legislature che prova a far passare una legge sulla cittadinanza. La seconda ha votato contro lo ius scholae, che da ieri è in discussione nell'aula della Camera. La divisione esplode martedì sera. In commissione Affari costituzionali si vota il mandato al relatore: la legge è a un passo dal finire in soffitta. Votano contro la Lega e Fdi, Calabria aggiunge il suo voto contrario. Polverini invece alza la mano a favore. Eccole: dopo mesi di scaramucce sul testo base, plasticamente divise: una a favore, l'altra contro. Calabria, classe '82, entrò in Parlamento nel giugno del 2008, subentrata a Gianni Alemanno eletto sindaco di Roma. A 26 anni era la più giovane deputata della legislatura. Pochi mesi dopo è un suo intervento ad aprire il congresso fondativo del Pdl, quello che mette insieme Berlusconi e Fini. «Sono la testimonianza di una politica moderna che ha nei giovani e nelle donne un punto di riferimento irrinunciabile», disse. Per quasi dieci anni ha guidato il movimento giovanile di Forza Italia. «Essere italiani è motivo di orgoglio e di consapevolezza- dice oggi- e non può prescindere dall'adesione culturale e valoriale italiana e dalla reale integrazione nel tessuto sociale italiano». Lei è nata a New York, negli Stati Uniti, dove lo ius soli è una realtà indiscutibile, sancita dalla Costituzione. Non in Italia: «Ho presentato delle proposte emendative di modifica del testo che mirano a eliminare qualunque automatismo per l'acquisizione della cittadinanza». Ex segretaria dell'Ugl, ex presidente della regione Lazio, Polverini da anni fa il tifo per una riforma della cittadinanza. «La vita che ho vissuto mi ha portato a confrontarmi con una società che è cambiata», spiega. Ieri era nell'aula della Camera quando è iniziata la discussione dello ius scholae. Nemmeno 40 deputati. Oggi non si vota, e allora in tantissimi sono già scappati dal caldo feroce di Roma. Nel pomeriggio doveva esserci una riunione del gruppo parlamentare: non se n'è fatto nulla, nonostante il capogruppo Barelli avesse preallertato i colleghi in mattinata. Il gruppo è spaccato. Se n'è accorto anche Antonio Tajani: sta preparando una riunione ristretta per riportare la pace tra le litiganti. Intanto in aula la discussione generale va avanti. Nei banchi di Forza Italia sono in tre: D'Attis, Fitzgerald Nissoli, Polverini. Calabria non c'è. Parlano Brescia, Iezzi, Magi, Migliore, Mollicone. Si fanno le 20. L'ora di cena, dei tg, dei cartoni animati prima di andare a dormire. Non è così, dice Augusta Montaruli (Fdi): «I bambini ci guardano- assicura accorata- francamente mi chiedo quale problema abbia la sinistra con i bambini». Prende slancio e non si ferma più: «Bambini guardateci: per loro, il minore è zero!». Qualche banco più in là Polverini scuote la testa. --© RIPRODUZIONE RISERVATA