«Ogni ora che passa perdiamo ettari del prossimo raccolto»
il casobereguardoSi è parlato di agricoltura sostenibile ieri a Cascine Orsine. E si è parlato di siccità, di crisi idrica, di rischi per il raccolto perché, precisano da Confagricoltura, «ogni ora che passa si perdono ettari del prossimo raccolto». Un incontro voluto dal Movimento 5 Stelle, in vista delle prossime elezioni regionali, in una provincia che, prima in Europa per il settore risicolo e prima in Lombardia per quello vitivinicolo, sta vivendo un'emergenza drammatica. Da qui la richiesta della nomina di un commissario «per la salvaguardia delle principali produzioni agroalimentari», sottolinea Alberto Lasagna, direttore di Confagricoltura, e dell'istituzione di una cabina di regia «per affrontare l'emergenza, con la concertazione di tutti i soggetti», spiega Stefano Greppi, presidente di Coldiretti. Chiede una maggiore pianificazione Marco Paravicini, che a Cascine Orsine gestisce la più grande azienda biodinamica presente sul territorio nazionale. «Stiamo affrontando una situazione disastrosa, frutto della mancanza di manutenzione di un ecosistema molto delicato la cui tutela invece richiede l'adozione di pratiche virtuose - spiega -. Peraltro l'acqua è stata bloccata da un giorno all'altro, mettendo in gravi difficoltà le aziende che rischiano di perdere il raccolto e devono fare i conti con il costo del lavoro. Serve quindi una maggiore pianificazione e anche una diversa gestione idroelettrica». «Una crisi idrica prevista da gennaio», incalza Simone Verni, consigliere regionale del M5s, ieri a Bereguardo insieme ai colleghi pentastellati Gregorio Mammì, Nicola Di Marco e Roberto Cenci. «Eppure Regione Lombardia non ha fatto nulla - sottolinea Verni, che è anche segretario della VIII Commissione Agricoltura -. La carenza d'acqua è un vero e proprio flagello per il settore agricolo e sono evidenti le responsabilità della Regione in termini di mancata programmazione che non si è mossa, nonostante quattro anni fa fosse stato posto il tema dell'approvvigionamento idrico. Occorre capire se quella che oggi è una calamità in futuro diventerà la regola. In tal senso è indispensabile prepararsi e programmare invece finora non c'è stata visione strategica per l'agricoltura, concentrando il lavoro della Commissione sulla caccia e sulle esigenze di una sola categoria, per evidenti interessi elettorali». Gli agricoltori chiedono sburocratizzazione e semplificazione, «perché è assurdo che, per attivare un pozzo ardesiano, si debba attendere due anni per l'autorizzazione», fa sapere Luigi Orlandi, direttore di Copagri, presente ieri alla tavola rotonda che ha visto la partecipazione anche di Carlo Zucchella e Paola Fugagnoli, rispettivamente presidente e direttore di Cia. E Lasagna aggiunge: «La siccità è non può più essere affrontata con strumenti ordinari posti in essere da burocrati scollegati dal mondo reale. Servono azioni straordinarie dall'efficacia immediata. Se tutti gli attori non saranno solidali rischiamo di compromettere gran parte della produzione agricola, con conseguenze drammatiche. Stiamo vivendo una drammatica emergenza ambientale, agricola, economica, sociale che non ha precedenti nella storia recente. La gran parte delle compagnie assicurative ha smesso da aprile di assicurare il rischio siccità». --Stefania Prato