Riparte il progetto per il biogas il comitato è già sulle barricate
il casoVOGHERA«Come cittadini ci sentiamo presi in giro». Non nasconde la grande delusione il "Comitato tutela ambiente - No biodigestore a Campoferro", dopo la notizia della riapertura d'ufficio della Conferenza dei servizi sul progetto cui il gruppo si era opposto con forza. Un diniego che aveva trovato anche il sostegno del Comune (tutti i 6 candidati delle comunali del 2020 avevano sottoscritto un impegno a combattere l'insediamento) e che aveva portato al ricorso al Tar promosso da Voghera con altri enti locali. Proprio l'aver vinto quel ricorso lo scorso 20 aprile aveva fatto sperare che si fosse messa la parola fine sull'insediamento. Un sospiro di sollievo, pur nella consapevolezza che ci potesse essere un ulteriore ricorso al Consiglio di Stato. Invece a riaprire la partita è stata, inaspettatamente, la Provincia. «Nonostante tutto, nonostante le precedenti innumerevoli prescrizioni e nonostante il Tar avesse annullato l'autorizzazione per le mancanze riscontrate, non considerazione totale di ricettori sensibili ed errori nel calcolo delle distanze, siamo di nuovo a capo - commentano i promotori del Comitato -. Come cittadini ci sentiamo presi in giro da queste istituzioni che, a quanto pare, non hanno come obiettivo tutelare chi vive nel territorio. Quanto tempo e risorse pubbliche sono ancora disposti a spendere per portare avanti questo progetto che nessuno vuole, se non i proponenti?».A questo punto al Comitato non resta che continuare a fare un fronte unico con le altre istituzioni contrarie all'insediamento, a partire dal Comune. «Siamo in contatto con il Comune di Voghera e restiamo attenti agli sviluppi, soprattutto per comprendere meglio le ragioni di questa riapertura d'ufficio». L'amministrazione Garlaschelli ha già fatto sapere di essere al lavoro con i propri legali per seguire l'evolversi della situazione. Nel frattempo anche il comitato locale di Legambiente prende posizione e amplia l'attenzione al caso "gemello" del biodigestore di Casei Gerola: proposto dalla medesima società, per quel progetto il Tar ha respinto lo scorso dicembre i 3 ricorsi presentati. A questo punto entrambi gli impianti potrebbero nascere, a una manciata di chilometri l'uno dall'altro. «Non solo ci occuperemo del caso di Voghera, ma riproporremo anche la necessità di una valutazione di impatto complessiva, che tenga conto dell'autorizzazione concessa a Casei, in quanto ora il quadro è cambiato rispetto alle premesse di partenza», spiega Patrizio Dolcini di Legambiente Lombardia e Voghera. --Alessio Alfretti