Il fascismo al potere La storia del 1922 dall'archivio digitale della Provincia Pavese

Roberto LodigianiIl 1922 è l'anno terribile che porta alla Marcia su Roma e alla conquista del potere da parte del fascismo, atto primo della dittatura del ventennio che si sarebbe conclusa con un conflitto disastroso e il paese intero disseminato di lutti e macerie. E' l'anno, un secolo fa, in cui si dischiude in tutta la sua forza e carica eversiva la violenza dello squadrismo nero: l'assalto ai circoli e alle sedi dei partiti antifascisti, le bastonature e le uccisioni degli avversari sono il triste corollario che fanno da sfondo a quei mesi di tensione ed angoscia, mentre il sistema liberale, uscito notevolmente indebolito dalla Grande guerra, appare sempre più agonizzante, incapace sia di restaurare l'ordine e la legalità democratica, fermando i raid e le intimidazioni squadristiche, sia di garantire la stabilità di governo, in una nazione agitata dalla crisi economica e dal difficile rientro nella società civile dei reduci di guerra. Mussolini, d'altro canto, manovra abilmente, sfruttando da un lato le divisioni e le incertezze del Parlamento con la pattuglia di 35 deputati eletti nel voto del 15 maggio 1921 (quando Giolitti, nell'illusoria convinzione di poter normalizzare e istituzionalizzare il fascismo, aveva inserito i suoi candidati nelle liste del Blocco nazionale moderato), e dall'altro avvalendosi della pressione esercitata sugli oppositori dall'ala più estrema del Pnf, con la quale è arrivato a un compromesso dopo la denuncia del velleitario "patto di pacificazione" siglato nell'estate del '21 con i socialisti.La cronaca di quei mesi drammaticiAnche Pavia e la sua provincia furono coinvolte, inevitabilmente, nella spirale di odio e di violenze. Ricostruiamo la cronaca di quei giorni e quei mesi drammatici grazie alla consultazione dell'archivio digitale della "Provincia Pavese" (vedi box a fianco). Questo primo articolo prenderà in esame i fatti avvenuti nel gennaio e nel febbraio del '22. Il contesto storico locale vedeva nel ras lomellino Cesare Forni l'esponente di punta del fascismo provinciale, dal novembre del '21 segretario del movimento diventato partito e uomo di fiducia di Mussolini; le sinistre, divise tra socialisti e comunisti dopo la scissione del '21, amministravano ancora molti Comuni, grazie alla travolgente vittoria elettorale di due anni prima (in consiglio provinciale il Psi ancora unito aveva conquistato 58 seggi su 60), ma i sindaci "rossi" erano già stati scacciati da diversi municipi, antipasto dello tsunami del '22.L'anno si apre, dunque, con l'assalto alla lega contadini e al circolo giovanile socialista di Broni, entrambi devastati: avviene il 2, come riferisce la "Provincia Pavese". Broni ha un sindaco socialista, Luigi Fronti: mesi prima, gli squadristi hanno cercato di irrompere di notte nella sua abitazione, in estate sarà costretto alle dimissioni. Il 1° febbraio viene ferito di striscio alla testa con un colpo di rivoltella il sindaco socialista Angelo Losio, mentre, di sera, era in casa del falegname Guerino Coppini: Losio se la cava con trenta giorni di prognosi (Provincia Pavese del 5). Il 10 è arrestato il sindaco socialista di Cigognola, Novarini, dopo che i carabinieri gli hanno perquisito casa (probabilmente in seguito a una soffiata) trovando una pistola non denunciata; l'amministrazione viene sciolta e il Comune commissariato. Il 18 a Casteggio si insedia il nuovo consiglio comunale a maggioranza fascista: il notaio Angelo Marioni è eletto sindaco. Il 5 a Mezzana Corti durante una festa da ballo privata, scoppia una violenta collutazione tra fascisti e comunisti; rapide indagini, al termine delle quali i comunisti Dante Broglia e Mario Chiolini vengono arrestati (Provincia Pavese dell'8 febbraio).--© RIPRODUZIONE RISERVATA