I 27 migliori produttori d'Oltrepo secondo i critici di Slow Food

TORRAZZA COSTEI vini dell'Oltrepo Pavese promossi sull'edizione 2022 della guida Slow Wine, curata da Slow Food. Sono 27 le aziende agricole locali che sono state recensite (Agnes, Alessio Brandolini, Ballabio, Barbacarlo, Bisi, Bruno Verdi, Ca' del Gè, Calatroni, Conte Vistarino, Cordero San Giorgio, Davide Rovatti, Fiamberti, Frecciarossa, Manuelina, Monsupello, Montelio, Paravella, Percivalle, Picchioni, Piccolo Bacco dei Quaroni, Quaquarini, Scuropasso, Tenuta Belvedere, Tenuta Mazzolino, Torre Degli Alberi, Torti Pietro, Valdamonte). Cinque le aziende che hanno ricevuto i riconoscimenti principali: la "chiocciola", simbolo più importante assegnato ad una cantina che interpreta i valori di Slow Food, è andata ad Agnes, Calatroni e Picchioni, la "bottiglia", riconoscimento alle aziende che hanno espresso un'ottima qualità media su tutti i prodotti, è stata attribuita a Frecciarossa, mentre la "moneta", per il rapporto qualità/prezzo, a Bruno Verdi.I migliori vini oltrepadani nella guida, invece, sono: Barbacarlo 2019 (Barbacarlo), Buttafuoco Solinghino 2020 (Picchioni), Loghetto 2019 (Agnes), Metodo Classico Brut (Monsupello), Metodo Classico Dosaggio Zero Luogo d'Agosto 2017 (Alessio Brandolini), Bonarda Frizzante Riva dei Sass 2020 (Quaquarini), Bonarda Frizzante Possessione 2020 (Bruno Verdi), Metodo Classico Rosé Extra Brut Norema 2018 (Calatroni), Pinot Nero Pernice 2018 (Conte Vistarino), Riesling Renano Pietrabianca 2020 (Torti Pietro), Rosso Annamari 2018 (Frecciarossa). «Da sempre Slow Wine dedica ampio spazio al territorio dell'Oltrepo Pavese in cui crediamo e ritroviamo uno specchio della nostra identità di guida alternativa che guarda con attenzione e sensibilità ai territori emergenti - sottolinea Paolo Camozzi, vice curatore nazionale di SlowWine e referente per la Lombardia -. L'Oltrepo Pavese è un territorio enologicamente complesso, con sfumature critiche legate allo screditamento del valore della terra e del prezzo delle uve che ancora lo affossano e da cui fatica a uscire. Ma in questi anni abbiamo imparato a vedere nelle nostre colline il fermento straordinario di positività e bellezza creato dai tanti bravi produttori che animano il territorio, armati di sorriso, consapevolezza, competenza tecnica, voglia di confrontarsi oltre il proprio cortile - conclude Camozzi -. Si tratta tanto di aziende emergenti, alcune nuove partite da zero, quanto di realtà familiari rinnovate, ma anche di aziende storiche che nel tempo non hanno mai ceduto ad alcun compromesso».--Oliviero Maggi