Senza Titolo
Paolo Baroni / romaSono due milioni e mezzo i lavoratori non vaccinati. In pratica un addetto su 10 a fronte di una platea complessiva di 25 milioni di persone occupate nelle attività private, in tutta la pubblica amministrazione e nel lavoro autonomo. Solo nel settore pubblico circa un milione di addetti dispone del Green Pass «semplice», che oltre a vaccinati e guariti dal Covid conteggia anche i semplici tamponati che a questo punto dovranno decidere cosa fare. Dati precisi non si conoscono, anche perché in ossequio alla privacy i datori di lavoro formalmente non possono sapere se un loro dipendente è vaccinato con una, due o tre dosi o solamente tamponato. Ma adesso che il governo ha deciso di introdurre norme più stringenti è questa la platea chiamata all'ultimo appello. Partita non facile da sbrogliare, anche perché si dovrà definire con precisione i soggetti che potranno comunque essere esentati dalla vaccinazione per ragioni di salute. Per sindacati e imprese l'obbligo di «Green Pass rafforzato» è certamente uno strumento utile, anche se in realtà le parti sociali da mesi continuano a chiedere la vaccinazione obbligatoria per tutti. Il dilagare dei contagi, intanto, apre un fronte polemico nel pubblico impiego e nella maggioranza, coi 5 Stelle che chiedono di ampliare lo smart working e Forza Italia che difende il ministro Brunetta dagli attacchi che gli arrivano da più parti (da restare «senza parole»). Dopo la richiesta avanzata dalla Cgil prima della fine dell'anno che chiedeva di rafforzare tutte le misure di sicurezza «perché il Green Pass da solo non può essere l'unica misura per garantire la sicurezza sui posti di lavoro», ieri anche la Uil Pubblico impiego, la Flepar (il sindacato dei professionisti della Pa) e la Codirp (dirigenza pubblica) sono tornare alla carica del governo e del ministro Brunetta per chiedere di rilanciare il lavoro agile in modo da limitare i contagi. Richiesta immediatamente respinta dal Dipartimento della funzione pubblica che in una nota ha definito «incomprensibile» la richiesta avanzata dai sindacati, bocciando senza appello «la soluzione "tutti a casa" sperimentata in assenza dei vaccini nella prima fase della pandemia nel 2020 legato al lockdown generalizzato e alla chiusura di tutte le attività economiche e di tutti i servizi, tranne quelli essenziali. Non è questa la situazione attuale» hanno rimarcato dal ministero. Mentre i 5 Stelle si dicono «sgomenti per la reazione» della Pa, secondo quanto si apprende palazzo Chigi appoggia in pieno alla linea del ministero. Draghi, infatti, ritiene che nella Pa non serve tornare al passato mentre invece sarebbe più utile ampliare l'utilizzo dello smart working nel settore privato.«La linea fin qui seguita dal governo, grazie alle vaccinazioni, al Green Pass e al super Green Pass, ha reso pienamente compatibile il massimo livello di apertura delle attività economiche, sociali e culturali con il massimo livello di sicurezza sanitaria», ha ricordato ancora il Dipartimento della Pa facendo poi presente che «la normativa e le regole attuali già permettono ampia flessibilità per organizzare sia la presenza, sia il lavoro a distanza, tanto nel lavoro pubblico quanto nel lavoro privato. Le amministrazioni pubbliche, in particolare, sulla base delle linee guida recentemente approvate con il consenso di tutti (sindacati, governo, amministrazioni centrali e locali), possono decidere la rotazione del personale consentendo il lavoro agile fino al 49% sulla base di una programmazione mensile, o più lunga».Tutto chiarito? Non sembra. Tanto che l'Ugl enti locali ieri ha chiesto a Brunetta «di intervenire sugli uffici creativi con una circolare chiarificatrice». Esemplare il caso della Giunta regione della Campania dove «nello stesso edificio, sullo stesso piano, ci sono provvedimenti completamente diversi: uno che certifica la situazione emergenziale e applica lo smart working, l'altro che nega l'aumento dei contagi e obbliga i lavoratori a stare in presenza rifiutando la rotazione degli stessi». E così il caos regna sovrano. --© RIPRODUZIONE RISERVATA