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romaDopo le vacanze di Natale gli studenti torneranno regolarmente in classe il 10 gennaio. Nonostante l'aumento dei contagi preoccupi il governo, non ci saranno slittamenti o modifiche alla linea già decisa, è quello che fa sapere palazzo Chigi dopo le ipotesi di rinvii e di ritorni alla didattica a distanza ventilate da alcune regioni. La questione - viene riferito da fonti qualificate - non è all'ordine del giorno. Il presidente del Consiglio Mario Draghi e il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi continuano a sostenere la necessità che le lezioni si svolgano il più possibile in presenza e le misure per garantire la sicurezza saranno al centro degli incontri delle prossime ore. Oggi è previsto un incontro del ministro Bianchi con i sindacati. E nel pomeriggio la Conferenza delle Regioni si riunirà per elaborare nuove proposte in materia di quarantena. Le Regioni starebbero ragionando innanzitutto su una possibile distinzione tra le diverse scuole, infanzia, primaria e secondaria, e su differenti soglie nel numero di casi che farebbero scattare una quarantena per l'intera classe. All'incontro le regioni arrivano, però, divise sui rientri dopo le vacanze. Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha ipotizzato già a Capodanno un rinvio di due-tre settimane delle lezioni in presenza. L'Abruzzo ha deciso con un'ordinanza un rinvio di tre giorni e anche per il governatore della Toscana, Eugenio Giani, uno slittamento di un paio di settimane vista l'attuale situazione epidemiologica sarebbe «ragionevole». I timori dei presidenti delle regioni che hanno preso posizione trovano una conferma nell'avvertimento lanciato dalla fondazione Gimbe. «Se decidiamo di tenere aperte le scuole, bisognerà chiudere qualcos'altro», spiega il presidente della fondazione, Nino Cartabellotta. Dopo le polemiche e le divisioni politiche sembra, invece, essere stata archiviata la proposta avanzata dalle regioni di modificare i protocolli delle quarantene prevedendo un regime più morbido per chi è vaccinato anche nelle scuole seguendo la linea adottata dal governo in generale sulle quarantene. Ma nelle classi l'approccio sembra non funzionare. I primi a ribellarsi sono stati Cinque Stelle, Lega e Fratelli d'Italia creando una spaccatura nella maggioranza che il presidente Draghi intende scongiurare. La linea da seguire, per il premier, è potenziare ancora di più il tracciamento. «Si continui ad investire risorse per la sicurezza, anzi si aumentino le risorse per la scuola, e si migliori il protocollo affinché sia più efficace», chiede anche la sottosegretaria al ministero dell'Istruzione, Barbara Floridia, dei Cinque Stelle. Contrari pure i sindacati e i presidi. «Immaginate in una classe di scuola primaria, dove il tasso di vaccinazione è piuttosto basso per vari motivi, noi avremmo di 25 bambini 20 che stanno a casa con la Dad e 5 che stanno in classe. Si perpetuerebbe questa frattura molto forte a livello formativo che secondo noi andrebbe evitata ad ogni costo», sottolinea Mario Rusconi, presidente dell'Associazione nazionale presidi di Roma e del Lazio. Nel frattempo il ministero dell'Istruzione ha fatto sapere che è stata avviata la distribuzione di mascherine Ffp2 alle scuole per il personale delle scuole dell'infanzia o delle scuole dove siano presenti bambini e alunni esonerati dall'obbligo di indossare la mascherina. -- f.ama.© RIPRODUZIONE RISERVATA