"Le Iene" sono tornate sul caso Adriatici: la parola ai testimoni

Sandro Barberis / vogheraYouns El Boussettaoui, il 39enne marocchino ucciso in piazza Meardi il 20 luglio scorso da un colpo di pistola sparato dall'allora assessore leghista alla Sicurezza Massimo Adriatici, non avrebbe importunato e colpito una cliente del bar Ligure.Un episodio che secondo la difesa di Adriatici sarebbe avvenuto pochi minuti prima dello sparo mortale proprio davanti al bar Ligure. Ricostruzione però smentita dalla donna, una ragazza romena che da qualche tempo è tornata nel paese d'origine. La donna è stata raggiunta con una video chiamata dall'inviato Gaetano Pecoraro della trasmissione Le Iene di Italia 1. La ragazza ha raccontato una versione opposta a quella dell'avvocato Gabriele Pipicelli, difensore di Adriatici indagato per eccesso colposo di legittima difesa. il racconto della donnaLa giovane romena ha spiegato di trovarsi all'interno del bar Ligure la sera del 20 luglio e di aver al guinzaglio il suo cagnolino. «Youns si è avvicinato e ha dato un calcio alla sedia, ha fatto spaventare me e il cagnolino: ma non mi ha colpito - ha spiegato la donna alle Iene -. Lo vedevo spesso, era un ragazzo con dei problemi. Qualche volta chiedeva spiccioli, glieli ho anche dati. Ma non mi ha mai fatto del male. Adriatici ha sparato subito dopo essere stato colpito dal pugno di Youns. Mi è sembrato strano che sia rimasto con il telefono e la pistola davanti al bar a lungo dopo lo sparo». Dubbi sulla permanenza di Adriatici per un'ora sulla scena dopo il delitto sollevati anche da un altro testimone oculare, sempre intervistato dalle Iene. Si tratta del ragazzo magrebino che tra l'altro ha girato un video con il telefonino in cui si sente il lamento di Youns ormai morente e si vede Adriatici parlare con i carabinieri e con un possibile testimone a cui l'ex assessore dice: «L'importante è che hai visto che mi stava dando dei calci in testa». Nel video di sicurezza di piazza Meardi mostrato dalle Iene si vede anche Adriatici lasciare la scena salendo sul posto passeggero di un auto senza livrea, ma che sarebbe della polizia scientifica. Nel servizio andato in onda ieri sera sono stati raggiunti anche la sindaca Paola Garlaschelli e l'assessore alla sicurezza Giancarlo Gabba: hanno contestato le ricostruzioni mediatiche sulle loro frasi nella cosidetta "chat della vergogna".--