Terza dose e bambini, la linea di Draghi «Necessario accelerare con i richiami»

Alessandro Barbera / RomaL'inverno avanza dunque «è giusto accelerare con la somministrazione delle terze dosi» del vaccino contro il Covid. Il ministro della Salute Roberto Speranza conferma la strategia del governo anticipata nella conferenza stampa di due giorni fa. Stiamo entrando nelle settimane più fredde dell'anno, e occorre iniziare la campagna sugli over cinquanta e i più giovani. A Natale mancano ormai quaranta giorni, e Mario Draghi non vuole essere costretto a rovinare lo shopping delle feste agli italiani. In Francia, Germania e Gran Bretagna siamo visti come un modello da imitare: per evitare nuove restrizioni non ci sono alternative. Fin qui - spiega Speranza - sono state somministrate «due milioni di dosi». Nonostante le manifestazioni dei no vax a Milano e Trieste, i numeri confermano che la pandemia da noi resta sotto controllo: ieri 6.764 casi, 31 vittime, 491.962 tamponi, fra rapidi, antigenici e molecolari. Per avere un raffronto: sempre ieri in Francia i positivi erano 9.605 per un totale di 25 decessi. Draghi e il commissario all'emergenza Francesco Paolo Figliuolo hanno davanti tre obiettivi. Il primo: allargare l'immunizzazione a tutti gli over cinquanta. Due: far partire la vaccinazione verso i bambini con più di cinque anni, rimasti finora fuori della campagna. Tre: col nuovo anno occorre mettere la terza dose a disposizione di tutti gli italiani. Il Comitato tecnico scientifico non ha dubbi: solo in questo modo si potrà debellare il virus. Il picco del contagio è atteso per gennaio, l'arrivo della bella stagione farà il resto. Fino ad allora occorrerà restare con gli occhi aperti. Il numero degli italiani che hanno ricevuto almeno una dose del vaccino sfiora ormai il novanta per cento, ma siamo più indietro di altri sulla somministrazione delle terze dosi. In Gran Bretagna, dove non c'è il Green Pass e la situazione epidemiologica è molto più grave, le terze dosi marciano e i risultati si vedono: ieri si è raggiunta la soglia delle dieci milioni di iniezioni. Si contano trentamila casi, il dieci per cento in meno del giorno precedente. In Italia i numeri restano rassicuranti: i ricoveri in terapia intensiva e subintensiva sono saliti rispettivamente al 4 e al 5,3 per cento, ma siamo lontani dalle soglie critiche del 10 e del 15 per cento. L'incidenza in tredici Regioni è sopra la soglia critica di 50 ogni 100mila abitanti. Oltre di essa, se la progressione di consolidasse, scatterebbero misure restrittive. In Gran Bretagna il periodo massimo prima del richiamo degli over cinquanta è nel frattempo sceso da sei a cinque mesi. La dottoressa Elena Bozzola, segretario della società italiana di pediatria e dirigente dell'ospedale Bambin Gesù di Roma, denuncia un aumento dei casi gravi fra gli over cinque. Di qui la necessità di allargare prima possibile la somministrazione del vaccino anche a loro. Per il governo sarà l'ostacolo più difficile da superare: Matteo Salvini ha detto più volte di essere contrario a qualunque obbligo. Draghi su questo non sembra disposto ad alcun compromesso: si farà ciò che si renderà necessario. Il Comitato tecnico scientifico considera la vaccinazione dei più piccoli come una priorità. Diversamente, in caso di aumento esponenziale dei contagi, non resterebbe che la via austriaca: il lockdown per chi il vaccino ha deciso di rifiutarlo. --© RIPRODUZIONE RISERVATA