«Luana morta in fabbrica per produrre l'8% in più»

FIRENZEA 5 mesi dalla tragica morte di Luana D'Orazio, l'operaia pistoiese di 22 anni morta in un incidente sul lavoro in un'azienda tessile di Montemurlo, la Procura di Prato chiude le indagini. Il cerchio si stringe intorno a tre indagati: Luana Coppini, titolare della ditta, il marito Daniele Faggi, e il tecnico Mario Cusimano. Le indagini hanno riscontrato che all'orditoio di Luana era stato rimosso un cancello di sicurezza. Perciò la Procura di Prato aveva chiesto alla GdF di capire se questa manomissione, che assicurava l'8% in più di produzione, avesse procurato guadagni alla ditta. Risultato: «nessun riscontro tangibile dal punto di vista economico». Si tratta infatti di un macchinario da campionatura, la cui produzione non influisce sul fatturato. Di qui la decisione del pm di non contestare aggravanti ai tre indagati per omicidio colposo e rimozione dolosa delle cautele anti-infortunistiche. «Se è vero, non ha senso morire per così poco. È talmente assurdo che fino a che non lo vedo scritto non ci credo» commenta Alberto Orlandi, fidanzato di Luana. -- M.V.G.© RIPRODUZIONE RISERVATA