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le testimonianzeMaria Fiore / voghera«Stavamo guardando il programma sulla Carrà. A un certo punto abbiamo sentito degli spari, poi affacciandoci abbiamo visto dei lampeggianti». Alberto Russo e la moglie dicono di non essere stupiti: «In questa piazza ci sono spesso litigi e interventi delle forze dell'ordine. Voghera ormai è diventata invivibile». Nessuno dei condomini dei palazzi che confinano con il bar Ligure, però, immaginava che quel colpo di proiettile fosse partito dalla pistola dell'assessore del Comune di Voghera. Il nome di Massimo Adriatici, a distanza di poche ore dai fatti, è sulla bocca di tutti. Molti sono pronti a «mettere la mano sul fuoco che si è trattato di un incidente», altri si spingono a dire che «comunque ha fatto bene, in giro ci sono troppi balordi», ma non tutti approvano. Qualcuno guarda il cerchio giallo che delimita il punto in cui il proiettile e scuote la testa. A pochi passi ci sono tracce di sangue. Agostin Rozzhani abita sull'altro lato di piazza Meardi, di fronte al bar. È arrivato sul posto in pochi minuti, allertato dal figlio. La sua testimonianza, anche se parziale, sembra discostarsi da altre raccolte dai carabinieri. «C'era il corpo per terra, accanto all'ambulanza, era coperto. Per terra c'erano diversi fazzoletti intrisi di sangue - racconta -. Le persone sul posto mi hanno detto come è andata. Il marocchino stava dando fastidio, questa persona che non conosco gli ha detto di darsi una calmata. Lo straniero ha reagito, gli ha scagliato una bottiglia. Allora quell'uomo che era seduto sulla panchina si è alzato, gli è andato contro. Non ho capito se è caduto. Ma comunque ha sparato. E come si fa a sparare così? Aveva una pistola, non è normale andare in giro armati». Sul piazzale del bar c'era anche una ragazza di circa 20 anni. Forse anche lei, sostengono altri testimoni, è stata molestata dal 39enne. I carabinieri hanno raccolto anche il suo racconto, per mettere insieme i tasselli di un mosaico ancora tutto da comporre. «Noi eravamo al bar pochi minuti prima che accedesse - dicono tre giovani ragazze, due delle quali adolescenti -. Lo straniero è entrato che barcollava, ha chiesto da bere al barista che però non gli ha dato nulla e ha cercato di farlo allontanare. Ma lo straniero si è buttato per terra. Poi si è rialzato ed è andato fuori. Noi siamo uscite perché avevamo paura». Anche al bar Cervinia, che si trova sull'altro lato della piazza, a quell'ora c'erano diversi clienti seduti ai tavolini esterni. «Ho sentito un colpo, a dire il vero molto debole, come un petardo - racconta Davide -. Mi sono affacciato ma a distanza non ho visto molto. Poi sono arrivati i carabinieri e l'ambulanza e davanti al bar Ligure si sono radunate un po' di persone. Onestamente non si capiva cosa fosse accaduto».L'assessore Massimo Adriatici è stato riconosciuto da molti. «Ma pensavo che fosse lì anche lui per capire - dice il testimone -. I carabinieri erano molto tranquilli. Parlavano con lui». Il ferito, nel frattempo, era stato già caricato sull'ambulanza e portato via in ospedale al San Matteo, dove è morto. «Pensavamo si fosse solo ferito - aggiunge il testimone -, anche se per terra c'era del sangue». Secondo alcune testimonianze la vittima e l'assessore si conoscevano. «Lo straniero stava creando problemi ai gestori da un po' di settimane, forse l'assessore passando dal bar lo ha visto e lo ha voluto tenere d'occhio - dice un cliente del locale -. Certo, andarsene in giro con una pistola in tasca vuol dire mettere in conto che la puoi usare. E non è detto che sia una buona idea». --