Lorenzo Pedrotti in televisione con Giallini «Inseguivo Rocco Schiavone da tempo»
Se mercoledì sera avete guardato "Rocco Schiavone", serie tv con Marco Giallini in onda su Rai 2, allora avete visto anche lui: Lorenzo Pedrotti, 35 anni, vogherese, era tra i protagonisti della puntata "Ah l'amore, l'amore", in cui il burbero vicequestore trasteverino indagava tra le corsie d'ospedale sulla morte dell'industriale Roberto Sirchia. Lorenzo ha interpretato il figlio della vittima (Lorenzo anche lui, quando si dice la casualità) ed è arrivato in televisione dopo tante apparizioni nel cinema più o meno indipendente. Ridley Scott Tornato da qualche tempo nella sua città natale dopo aver trascorso diversi anni a Roma, l'attore era stato diretto nel 2018 da Ridley Scott (regista candidato all'Oscar per "Blade Runner" e per "Il gladiatore") in "Tutti i soldi del mondo", dove interpreta un brigatista rosso che sta trattando con un agente della sicurezza (l'attore Marc Wahlberg) mandato dal miliardario statunitense Paul Getty per indagare sul sequestro del nipote Paul Getty III. Pedrotti aveva recitato anche insieme a Stefano Accorsi in "Made in Italy", era stato co-protagonista in "La terra buona" di Emanuele Caruso e soprattutto aveva rivestito il ruolo di protagonista al fianco di Peppe Servillo nella pellicola "Paura", diretta dai Manetti Bros.«Rocco Schiavone - racconta Pedrotti - lo inseguivo da un po', già dalla seconda serie. E' un telefilm molto ben fatto, e soprattutto è ambientato al Nord: a volte non ci si pensa, ma avendo io un accento settentrionale sono automaticamente escluso da molte produzioni, e non è facile trovare il ruolo giusto. Di questa serie, poi, mi piaceva soprattutto Giallini: è un attore da cui sentivo di poter imparare molto. Così ho fatto i provini per ogni stagione finché non mi hanno selezionato, e a giugno dell'anno scorso ho girato le mie scene in un paio di giorni tra Roma e la Valle d'Aosta». Nonostante sia stata piuttosto breve, l'esperienza si è rivelata molto positiva: «Mi sono trovato benissimo sia con il regista Simone Spada e che con Giallini, - dice Pedrotti - il quale si è rivelato esattamente come me lo immaginavo: tranquillo, rilassato, assolutamente padrone della scena. Lo guardi lavorare e ti sembra tutto estremamente facile, perché ha una naturalezza davvero invidiabile. E poi è una persona fantastica, ti mette a tuo agio, e questo è fondamentale per recitare bene». Non appena si potrà, però, l'attore vogherese tornerà al cinema: «Da un anno - dice - è ormai pronto "Diabolik" dei Manetti Bros, una pellicola attesissima con Luca Marinelli, Miriam Leone e Valerio Mastandrea. Io ho recitato una scena con quest'ultimo, ma immagino di dover attendere l'apertura delle sale cinematografiche per potermi vedere. Sono stato molto felice - aggiunge - di essere tornato a lavorare con i Manetti: all'epoca di "Paura" avevamo trascorso insieme un mese e mezzo, e alla fine siamo diventati amici. Anche se in questo caso si tratta di una parte più piccola, ritrovarli sul set è sempre un piacere». Un altro piccolo ruolo arriverà presto per lui in un debutto cinematografico, quello della regista Grazia Tricarico: la pellicola è "Body Odissey", che verrà girata in Svizzera e recitata in inglese. --Serena Simula