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Massimo RighiEra il 25 febbraio dell'anno scorso quando un'Italia ancora ignara di come uno tsunami a forma di coronavirus avrebbe diviso il mondo tra un prima e un dopo pandemia, fece la conoscenza dei Dpcm, i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. Non che prima di allora quell'acronimo non esistesse, ma certo al di fuori di una determinata cerchia di addetti ai lavori (o immediate vicinanze per interesse all'argomento) non aveva modo di riscuotere più di un'alzata di sopracciglia. Invece, da quel giorno, il binomio Dpcm-regole di comportamento anti Covid è diventato un tutt'uno capace di catturare l'attenzione - e spesso le reazioni di rabbia, sconforto o i sospiri di scampate restrizioni - di milioni di italiani. Per 22 volte Giuseppe Conte è ricorso alla formula del Dpcm in tema di norme per combattere i contagi dall'inizio dell'emergenza alla caduta del suo governo, con doppiette anche di due a distanza di poche ore nella fase critica a cavallo tra fine febbraio e inizio marzo 2020: l'ultimo provvedimento di questo tipo che porta la sua firma è del 14 gennaio scorso. Le decisioni del nuovo governoE, adesso, è arrivato il primo Dpcm del premier Mario Draghi, in anticipo nei contenuti rispetto ai tempi di entrata in vigore e applicazione - che vanno da sabato scorso al 6 aprile, il martedì dopo Pasqua - ma con una serie di inevitabili sfumature da chiarire all'interno dei colori in cui è suddiviso il Paese. Un anno dopo il primo Dpcm targato Conte, quei colori sono saliti a quattro, cinque se si considera la variante dell'arancione scuro (o rafforzato). E si sono aggiunti i passaggi da una fascia all'altra di alcune aree ogni due settimane, il rincorrersi delle Faq della Presidenza del consiglio o dei singoli ministeri, le ordinanze dei governatori e quelle dei sindaci, le mini zone rosse. Senza contare l'intreccio con il decreto legge sugli spostamenti che ha preceduto il Dpcm Draghi e che sarà in vigore fino al 27 marzo. Sempre che prima non arrivino nuovi giri di vite a cambiare ulteriormente il quadro. Uno scenario che in tanti, alla luce della situazione diffusa, ritengono probabile, nonostante l'impianto generale delle regole associate ai colori sia destinato a restare invariato.Dove e comeIl lavoro di sintesi, anche in questo inserto, si concentra necessariamente sulle norme in vigore sull'intero territorio nazionale, ma che possono essere integrate da ulteriori disposizioni applicate in un'area piuttosto che in un'altra e che vanno sempre considerate nell'ottica degli spostamenti (solo le mini zone rosse ammontano già a oltre 500). Non siamo più alle denunce di un anno fa e le multe non fioccano come prima. Però sicurezza e prevenzione, anche nel caso di chi è già vaccinato, restano comunque le parole d'ordine valide per tutti.--© RIPRODUZIONE RISERVATA