Fanghi all'inceneritore Milano frena il progetto «Servono chiarimenti»

paronaLa Regione vuole chiarimenti sul progetto di bruciatura fanghi all'inceneritore di Parona. Gli uffici della direzione ambiente della Regione, quelli che potrebbero poi autorizzare l'avvio dell'impianto, vogliono saperne di più rispetto alle carte presentate negli scorsi mesi da Lomellina Energia, società titolare dell'inceneritore e proponente del nuovo progetto. In particolar modo la Regione vuole vederci chiaro sulle emissioni inquinanti dell'impianto. Ma chiedono anche lumi sui possibili rumori e sulla gestione degli scarichi idrici. E inoltre specificano che il progetto dovrà tener conto di compensazioni per il Comune di Parona, come la realizzazione di un bosco di un ettaro. La Regione ha già inviato, il 5 ottobre, le richieste a Lomellina Energia, società che gestisce l'inceneritore di Parona.Per far proseguire l'iter autorizzativo la società dovrà rispondere entro i primi di novembre. Una richiesta d'integrazioni che arriva dopo le osservazioni e le critiche ufficiali al progetto originale presentate ad agosto. A scrivere osservazioni sono stati il consigliere regionale Simone Verni (5 Stelle), il gruppo consigliare "Siamo Gambolò", il consigliere comunale di Parona Renato Soffritti, le associazioni "Rifiutiamoci", Wwf, "La Mortara che vorrei" e Futuro Sostenibile in Lomellina. Il progetto di Lomellina Energia, la società in orbita A2a, prevede un investimento da 36 milioni. Il nuovo impianto servirà per bruciare ogni anno 137mila tonnellate di fanghi. E così la capacità dell'inceneritore di Lomellina Energia a Parona crescerà da 380mila tonnellate all'anno di rifiuti da bruciare a 492mila. A redigere il progetto è stata la sede italiana della tedesca Tauw, società che dal 1929 si occupa di ingegneria ambientale. Il progetto originale ha già superato la prima conferenza dei servizi, ovvero la riunione degli enti locali. Ma ora sono attesi altri passaggi prima di un'eventuale autorizzazione alla costruzione del nuovo impianto. Durante la prima conferenza secondo Provincia e Regione non c'erano motivi per bloccare il nuovo impianto. Mentre il Comune di Parona, come spiegato dal vice sindaco Massimo Bovo nei verbali, «non ha motivi di contrarietà preconcetta all'impianto, ma chiede compensazioni e valutazioni attente, dato che in paese ci sono già cinque impianti potenzialmente inquinanti». --S.bAr.