Ex aree edificabili "La Cortazza" perde anche l'ultimo round

Luca SimeonePAVIA. Il Consiglio di Stato ha scritto la parola fine sul contenzioso innescato sei anni fa nei confronti del Comune dalla società La Cortazza, la stessa finita nell'occhio del ciclone per il caso Punta Est. La decisione riguarda però altre tre aree di sua proprietà: in via Molino Tre Mole, viale Campari-via Spelta, e quella dove si trova il resort Cascina Scova.osservazioni bocciateIn tutti e tre i casi il massimo organo della giustizia amministrativa ha confermato la decisione del Tar della Lombardia, che aveva respinto il ricorso della Cortazza dopo la bocciatura delle osservazioni presentate al Pgt (Piano di governo del territorio). Osservazioni che miravano ad aumentare la possibilità di edificare. In via Molino Tre Mole la Cortazza aveva realizzato tre palazzine, e si sarebbe dovuto edificare per altri 2mila metri quadrati. Ma il Pgt aveva inserito una parte dell'area nel Parco della Vernavola, sottraendola così alla possibilità di aumentare la cubatura. Allo stesso modo, tra viale Campari e via Spelta era prevista la costruzione, a fianco di una già realizzata, di una palazzina per 400 metri quadrati di superficie. Anche in questo caso il Pgt aveva inserito l'area nel Parco della Vernavola. Infine, la zona di via Vallone dove sorge il resort Cascina Scova era stata inserita negli «ambiti per attività ricreative», con facoltà di incremento della superficie fino al 15% una tantum per adeguamenti igienico sanitari, mentre la Cortazza aveva chiesto l'attribuzione della destinazione alberghiera e un incremento della possibilità di edificare. ampia discrezionalitàIn tutti e tre i casi il Consiglio di Stato ha confermato la decisione del Tar, che ricordando «l'ampia discrezionalità delle scelte di pianificazione urbanistica» per i Comuni aveva osservato come le prime due aree «avevano già esaurito la loro capacità edificatoria, con la conseguenza che la società non poteva vantare alcuna legittima aspettativa al completamento dell'edificazione», e per Cascina Scova la «non contraddizione» del nuovo Pgt «con l'attività svolta e le caratteristiche naturali dell'area». Il Comune, aggiunge la sentenza, non era nemmeno tenuto a motivare la bocciatura delle osservazioni della Cortazza, condannata a pagare 27mila euro di spese di giudizio. --