Fanghi, il Comune va al Tar contro l'impianto Agrorisorse
MORTARA. Il Comune ricorre al Tar Lombardia contro il nulla osta rilasciato dalla Provincia alla Agrorisorse, ex Ecotrass. Continua il braccio di ferro legale fra Mortara e la società bergamasca, che nell'area Cipal di via Albert Einstein gestisce un impianto di trattamento autorizzato a produrre fanghi destinati all'agricoltura. La vertenza «Secondo qualcuno, sembra che avremo anche noi i fanghi a chilometro zero, ma contro questa eventualità ci batteremo fino in fondo - dice il sindaco di Mortara Facchinotti. - A questo punto lancio una provocazione: sarebbe opportuno che le industrie risiere mettessero in commercio riso prodotto in campi liberi dai fanghi: mi rendo conto che queste scatole di riso costerebbero di più e che quindi la proposta è destinata a non avverarsi mai. Sarebbe comunque un bel segnale sia ai consumatori sia ai risicoltori, che ogni anno utilizzando i fanghi sui loro terreni risparmiando circa 80mila euro nell'acquisto di fertilizzanti».Per la nuova battaglia legale il Comune di Mortara ha stanziato una spesa complessiva pari a 11.670 euro. La giunta Facchinotti aveva scelto di contrastare la Agrorisorse-Ecotrass in tribunale nel novembre 2017, quando fu proposto un ricorso straordinario al Capo dello Stato in appello contro l'autorizzazione rilasciata dalla Provincia per la realizzazione e l'esercizio dell'impianto di trattamento dei fanghi in area Cipal. Poi la schermaglia legale è proseguita fra ricorsi e controricorsi fino a oggi sia al Tar Lombardia sia al Consiglio di Stato. Secondo le condizioni poste dalla Provincia i lotti dei gessi di defecazione da fanghi sono quantificati in un massimo di 4.980 metri cubi, pari a 5.970 tonnellate, mentre il quantitativo massimo di messa in riserva di rifiuti speciali non pericolosi (comprensivo dei fanghi-rifiuti in entrata, in trattamento, pronti al recupero, da sottoporre a verifica analitica e da respingere perché non idonei) non potrà superare i 21.170 metri cubi (circa 25.400 tonnellate). I numeri dell'impiantoIl quantitativo massimo di rifiuti ritirabili nell'impianto mortarese che possono essere destinati al trattamento e condizionamento non potrà superare le 28mila tonnellate l'anno e quello destinato al recupero le 32mila tonnellate.La produzione dei gessi potrà essere effettuata in alternanza a quella dei fanghi, dato che l'impianto è dotato di una sola linea di trattamento indipendente.Infine, il recupero agronomico dei fanghi provenienti dal trattamento non potrà superare le 28mila tonnellate l'anno. -- Umberto De Agostino© RIPRODUZIONE RISERVATA