Città del Libro, petizione contro le cooperative
STRADELLA. «Basta con le cooperative, vogliamo una Srl che tuteli al meglio i nostri diritti». È quanto sostengono i lavoratori della logistica "Città del Libro" di Stradella, di proprietà della Ceva, che ormai da alcuni giorni hanno avviato una raccolta firme contro il sistema delle cooperative che gestisce le assunzioni all'interno del magazzino. La petizione ha già ottenuto 270 adesioni, quasi la metà degli addetti che lavorano all'interno della logistica, che sono 600 assunti con le cooperative e 60 direttamente da Ceva, e la raccolta proseguirà anche nelle prossime settimane. L'iniziativa, partita direttamente dai lavoratori, sta ottenendo anche l'appoggio delle sigle sindacali, a partire dal Si Cobas. Le motivazioni«Abbiamo deciso di raccogliere le firme a favore del superamento della figura di socio lavoratore, previsto dal sistema delle cooperative - spiegano gli operai - chiedendo l'apertura di una società Srl o in alternativa l'internalizzazione di tutti i lavoratori da parte della committente Ceva in una prospettiva di maggior tutela dei nostri diritti».I lavoratori lamentano anche il mancato riconoscimento dell'integrazione della malattia al 100% e l'assenza di un tavolo di trattativa per l'introduzione del ticket mensa. Nella petizione, inoltre, gli operai tornano sull'inchiesta sul caporalato che ha coinvolto il precedente consorzio di cooperative "Premium Net" che operava dentro la logistica. «Nonostante le diverse richieste alla committente da parte delle sigle sindacali e dei legali - sostengono i lavoratori - dopo quasi due anni ancora non abbiamo ricevuto il pagamento dei contributi arretrati e la retribuzione del Tfr relativo al periodo in cui operava il consorzio "Premiun Net"».La replica dell'aziendaL'azienda, dal canto suo, ribadisce quanto ha fatto nell'ultimo anno dal punto di vista dei miglioramenti contrattuali: «Abbiamo portato a termine 200 stabilizzazioni a tempo indeterminato - fa sapere Ceva - e investito nel miglioramento delle condizioni lavorative dei dipendenti, sia diretti Ceva sia del consorzio Gsl, dal punto di vista dell'ambiente di lavoro e dal punto di vista retributivo a garanzia della piena aderenza ai riferimenti previsti dal contratto collettivo nazionale applicato e dalla normativa vigente in materia». Anche sul mancato pagamento del Tfr, l'azienda assicura: «A seguito degli eventi del 2018 il gruppo ha provveduto in tempo reale al pagamento degli stipendi e dei pagamenti residui, al fine di tutelare i dipendenti di cooperativa (Premium Net) da potenziali effetti negativi dovuti al cambio di appalto».Infine, Ceva respinge le accuse dei lavoratori di una scarsa attenzione alle condizioni climatiche interne al magazzino «dove in estate si raggiungono alte temperature e in inverno si arriva sotto zero»: «Ceva e Gsl hanno applicato misure di contenimento degli effetti metereologici come l'installazione di punti di riscaldamento e ventilazione, abbigliamento invernale di alta gamma, portoni ad alta velocità». --Oliviero Maggi