A Davos va in scena la sfida fra Trump e Greta

dall'inviatoMarco BresolinBRUXELLES. Un palcoscenico per Greta Thunberg e uno per Donald Trump. Gli ospiti che saranno scorrazzati da un lato all'altro del forum con le auto elettriche, prima di ripartire a bordo dei rispettivi jet privati (lo scorso anno la France Press aveva stimato 1. 500 voli) . I contribuenti svizzeri che lamentano il fatto di pagare di tasca loro (42 milioni di euro) per garantire la sicurezza ai leader mondiali della politica, dell'economia e della finanza.Compie cinquant'anni il Forum economico di Davos e per l'occasione si prepara a celebrare l'evento con un programma ricco di ospiti e di contraddizioni. E un nuovo Manifesto "per un mondo coeso e sostenibile". Il tema forte di questa edizione (dal 21 al 24 gennaio) è il Clima. Non poteva essere altrimenti, visto che anche il Global Risks report diffuso nei giorni scorsi ha confermato che è questa la principale preoccupazione. "Una minaccia urgente che richiede un'azione decisiva". Ma subito dopo restano i timori per le questioni che animano l'attualità: dalle tensioni geo-politiche fino alla crisi del commercio globale, dovuta anche alla messa in discussione del multilateralismo. Certo la firma dell'intesa tra Stati Uniti e Cina è servita a tirare un sospiro di sollievo, ma nessuno è in grado di dire se questa tregua durerà a lungo.Ed ecco dunque che tutti gli occhi saranno puntati su Donald Trump, al centro della scena per quanto riguarda le principali sfide mondiali. Il presidente americano è alla sua seconda apparizione a Davos: c'era due anni fa, ma non l'anno scorso. L'uomo che ha portato il suo Paese fuori dagli accordi di Parigi sarà l'altra faccia del summit dedicato al Clima, che quest'anno intende riservare un'accoglienza speciale a Greta (si era affacciata nella località svizzera un anno fa) . L'arrivo della giovane attivista svedese è stato preceduto da un suo appello ai leader mondiali nel quale ha mandato un messaggio ben preciso: "Smettetela di usare combustibili fossili". Che poi è la stessa politica adottata Èdalla Banca europea per gli investimenti: dal prossimo anno la Bei smetterà di finanziare i progetti legati alle fonti fossili.Nel suo piccolo, che poi tanto piccolo non è, il Forum di Davos prova a fare la sua parte e promette che anche questa edizione sarà a impatto zero. Certo non basterà ridurre del 25% i rifiuti, servire cibo "al 90% con prodotti di stagione", bandire la plastica monouso, alimentare i propri padiglioni esclusivamente con energie rinnovabili oppure offrire uno sconto del 50% a chi arriverà nella località tra le Alpi in treno (i big, si sa, preferiscono il jet privato) . Per questo gli organizzatori spiegano che sosterranno progetti eco-sostenibili in Svizzera e tra le iniziative che verranno lanciate al World Economic Forum, il fondatore Klaus Schaw ha detto che c'è un piano per piantare mille miliardi di alberi nei prossimi dieci anni, in modo da abbattere le emissioni di Co2. Anche quest'anno, poi, spazio all'industria della cannabis con un forum ad hoc. Il che, però, non ha nulla a che vedere con i mille miliardi di alberi da piantare. Cresce il numero delle donne che nei mesi scorsi hanno assunto un ruolo da protagonista e di conseguenza cresce la loro presenza a Davos. Con la "solita" Angela Merkel ci saranno Ursula von der Leyen (presidente della Commissione europea) , Christine Lagarde (presidente Bce) , Kristalina Georgieva (numero uno del Fondo monetario internazionale) , ma anche Sanna Marin, la 34enne neo-presidente della Finlandia che per qualche settimana è stata il capo di governo più giovane del mondo (l'austriaco Sebastian Kurz si è subito ripreso lo scettro ed è pronto a volare in Svizzera) . Tremila ospiti in totale (sorvegliati da 5mila soldati dell'esercito svizzero), nella lista figurano anche il premier Giuseppe Conte e il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres. --© RIPRODUZIONE RISERVATA