Cancelleri: «La revoca è ormai l'unica via, presto decisione»
l'intervistaPaolo Baroni«La decisione è attesa a breve» e sarà presa dal Consiglio dei ministri nella sua interezza, conferma il viceministro alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri. Secondo il quale «occorre dare un segnale forte: occorre revocare la concessione ad Autostrade per l'Italia e dare così dimostrazione che in Italia chi sbaglia paga». La decisione è attesa a giorni. «Il dossier ormai è chiuso - spiega Cancelleri - ma prima di procedere il ministro De Micheli vuole avere un confronto politico con tutte le quattro forze che costituiscono la maggioranza. Per quanto ci riguarda, come Movimento 5 Stelle, rimaniamo fermi sulla nostra posizione, perché a questo punto gli ingredienti per la revoca delle concessioni ci sono tutti».Lo Stato dopo il Milleproroghe ora è più forte, si dice. Ma non si rischia un contenzioso miliardario?«Col Milleproroghe il rischio contenzioso è assolutamente escluso. Ma quella inserita nel decreto non è una norma contro Aspi, si tratta piuttosto di un articolo a favore della sicurezza stradale. Tra l'altro questo provvedimento si è reso necessario perché dovevamo superare un problema sulla Ragusa-Catania, tant'è che c'è un passaggio sull'acquisto dei progetti da parte di Anas. Poi, una volta che eravamo in quel campo lì, ci siamo però soffermati a ragionare a tutto tondo di quello che doveva essere anche lo status proprio delle concessioni».Conclusione?«Bisogna assolutamente ripensare l'intero modello concessorio nazionale. Perché è evidente che dal profondo Nord al profondo Sud c'è un problema di fondo da affrontare: dove ci sono concessioni c'è comunque sempre un problema. Io vengo dalla Sicilia dove il Consorzio autostrade siciliano han ben 800 "non conformità" rilevate dal ministero delle Infrastrutture...».Dalla Corte dei conti vi è arrivato un bell'assist...«La Corte ha chiarito che il meccanismo è troppo sbilanciato nei confronti dei concessionari che in questi anni hanno potuto intascare notevoli profitti senza però spendere una lira in manutenzioni e controlli sicurezza. Sono convinto che se oggi dovessimo fare una ricognizione sullo stato di salute reale delle infrastrutture scopriremmo di essere un Paese indietro di 30 anni in termini di sicurezza. E questo credo che sia davvero un grande problema, un grande male. Per questo occorre intervenire in maniera energica: istituire all'interno del ministero una cabina di sorveglianza è troppo poco, anzi è il nulla rispetto ai problemi che abbiamo davanti».Cosa bisogna fare "di più"?«Lo ripeto: bisogna dare un segnale forte e per questo la concessione ad Autostrade per l'Italia va revocata. Ormai non ci sono più alibi: dopo quello che è successo a fine anno sulla A26 cos'altro deve crollare per farci capire che questa gente non ha operato col buon senso del padre di famiglia?».Però così, si dice, si fanno scappare gli investitori dall'Italia e si guasta il rapporto Stato-privati. Ha visto ieri in Borsa che batosta per i concessionari? «Chi vuole fare impresa in maniera seria avrà sempre lo Stato al suo fianco. E comunque non vogliamo assolutamente nazionalizzare le autostrade, ci aspettiamo però che vengano avanti imprenditori che vogliono rispettare i contratti che sottoscrivono». Il Pd ha cambiato posizione, Renzi no e resta contrario alla revoca. È facile prevedere altre giornate di fibrillazione nella maggioranza.«Le coabitazioni politiche, soprattutto tra soggetti che sono così naturalmente diversi, purtroppo portano sempre ad un continuo confronto, a volte anche molto serrato come quello che c'è stato in questi mesi e che ora ci aspetta su questo argomento. Però è giusto che se ne parli e io sono convinto che questo governo prenderà la giusta decisione. Non vedo particolari criticità, ma mi pare che di fronte ai fatti accaduti la revoca sia l'unica risposta da dare ai cittadini». --© RIPRODUZIONE RISERVATA