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Santa Maria. Non c'è brindisi per festeggiare l'arrivo del nuovo anno senza le bollicine (anche oltrepadane) in tavola. Secondo una stima di Unione italiana vini, nel periodo delle festività in Italia verranno stappate 78 milioni di bottiglie (6% in più rispetto allo scorso anno), di cui 74,7 milioni di produzione italiana (+8%) e il resto importate dall'estero (-25%). L'Oltrepo Pavese è tra le tre zone spumantistiche più importanti d'Italia, insieme a Trento e Franciacorta, che cresce di più (+8% cumulato) nelle vendite di Metodo classico per brindare alla fine dell'anno. Sul versante export, invece, il dato di chiusura 2019 indica ancora una crescita (+6%), con gli Stati Uniti a fare da traino per tutta la spumantistica nazionale, mentre c'è un rallentamento del mercato del Regno Unito e una contrazione di quello tedesco; crescono anche le piazze francesi e russe, ma qui a farla da padrone è soprattutto il Prosecco. Il trend delle bollicine viene confermato anche dai produttori oltrepadani, che, non a caso, stanno mettendo in campo alcune iniziative per valorizzare al massimo il Pinot nero, vitigno che si estende per quasi 3000 ettari. Dati positivi«Il bilancio delle vendite di Metodo classico è positivo per il territorio - commenta l'imprenditore Fabiano Giorgi, presidente del Distretto del vino - Nella nostra azienda abbiamo aumentato la vendita di bollicine, quest'anno con un tiraggio di 140 mila bottiglie, che vogliamo portare a 160 mila nel 2020. Negli ultimi dieci anni abbiamo più che raddoppiato le vendite, mantenendoci comunque in una fascia di prezzi importante, dai 15 euro del canale horeca (ristorazione) fino a prodotti che superano i 30 euro». Il successo interno delle bollicine d'Oltrepo pavese è frenato, però, da un mercato estero che ancora stenta a partire. «Il mercato estero è molto legato alla conoscenza del marchio e al momento noi non possiamo presentarci con un marchio Oltrepo - aggiunge Giorgi -. Anche per questo a breve, come Distretto, lanceremo un progetto importante legato al Metodo Classico. Siamo in un momento cruciale per il futuro dell'Oltrepo perché possiamo inserirci nel mercato con un marchio forte dove le altre zone spumantistiche stanno facendo fatica». Nel 2020 nascerà anche un'altra associazione di tutela per riunire i produttori di Metodo Classico che vogliono dare una svolta al mercato delle bollicine: «Vogliamo puntare su Italia, internazionalizzazione, dialogo con gli opinion leader, incoming sul territorio e missioni comuni - afferma Pierangelo Boatti, patron dell'azienda "Monsupello" e ideatore dell'iniziativa - Ci sarà spazio anche per periodiche riunioni di confronto interno, con il supporto di una condotta tecnica qualificata, così come per degustazioni delle referenze dei competitor internazionali. Vogliamo fare del Pinot nero il nostro prodotto distintivo di alta gamma». Ma per parlare di bollicine in Oltrepo non si può scordare la cantina "La Versa" che, dopo il ritorno sul mercato del "Testarossa" si prepara a nuove sfide: «Da gennaio - annuncia il presidente Andrea Giorgi - partirà la distribuzione nel canale della ristorazione (ho.re.ca) della nuova linea di prodotti "La Versa", affidati a un gruppo di 140 agenti monomandatari e plurimandatari».Il Pinot nero in tutte le sue espressioni (Metodo classico, Cruasè, vinifcato in rosso), infine, sarà uno dei focus del nuovo progetto del Consorzio di tutela, che porterà le bollicine oltrepadane a "sfidare" gli champagne francesi: «Ripartiamo con messaggi positivi ed operativi - è l'auspicio del direttore Carlo Veronese -, ma soprattutto con l'obiettivo di lavorare tutti insieme per lo sviluppo del territorio oltrepadano, che ha potenzialità enormi ed è enologicamente molto forte, ma deve puntare su un'identità precisa». --Oliviero Maggi