Scontro tram-camion rifiuti Dodici feriti, donna in coma

milano. Uno scontro violentissimo a Milano tra due mezzi pesanti, uno dei quali è stato sbalzato sulla corsia opposta, travolgendo un semaforo: uno era un filobus della linea 90-91 dell'Atm, con a bordo una quindicina di passeggeri; l'altro era un camion per la raccolta dei rifiuti dell'Amsa. Nuovo incidente ieri nei trasporti milanesi, tra viale Egisto Bezzi e via Marostica, nella zona nord-ovest della città. Uno dei due mezzi, ancora non è certo quale, ha compiuto una manovra errata, forse "bruciando" una precedenza. Lo scontro è stato semifrontale. Il filobus è stato proiettato dalla corsia preferenziale su quella opposta per la violenza dell'impatto, mentre il camion dell'Amsa aveva la cabina semidistrutta. Il risultato è stato di 18 persone coinvolte, 12 delle quali in ospedale e sei medicate sul posto. La più grave è una donna di 49 anni, sbalzata dal filobus e che ora è ricoverata in ospedale in stato di coma. Il conducente del bus, 47 anni, ha riportato un trauma cranico commotivo ma non è grave. Il conducente del camion dell'Amsa, invece, è rimasto incastrato nell'abitacolo ed è stato estratto dai vigili del fuoco: ha un femore fratturato. Altri passeggeri sono ricoverati in vari ospedali milanesi per contusioni, altri ancora sono stati soccorsi per ansia. Due minori sono stati medicati sul posto e affidati ai genitori. «Oggi (ieri, ndr) non è una giornata semplicissima», ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala, arrivando alla Scala per la Tosca che inaugura la stagione, e ha aggiunto: «Sono cose che ti fanno sentire impotente». Le indagini della Polizia locale di Milano partiranno dalle testimonianze dei conducenti, che si trovano in ospedale e dalle analisi delle telecamere della zona per essere raccolte in una relazione alla Procura che ipotizzerà perlomeno il reato di lesioni colpose a carico dei conducenti. L'incidente di ieri, che vede coinvolto un mezzo pubblico, è l'ultimo di una serie di disfunzioni e incidenti che hanno funestato il 2019. Soprattutto brusche frenate in metro hanno causato feriti e contusi. L'ultima l'altro ieri sera alla stazione di piazza San Babila su convoglio della linea Rossa: 15 le persone coinvolte. Un'altra il 27 novembre vicino alla fermata di Bisceglie, con 11 contusi. Se in quel caso l'errore fu di un operatore centrale che aveva interrotto troppo bruscamente la corsa di un treno, nel mirino della Procura di Milano ci sono le presunte anomalie nel sistema esterno di sicurezza che regola le frenate di emergenza. Così sarebbe successo anche a San Babila. In questo caso non è stato necessario sequestrare il convoglio perché gli accertamenti in corso, nella maxi indagine per rischio di disastro colposo - con al centro già più di una decina di casi di frenate improvvise con feriti lievi - si concentrano sempre sul sistema di attivazione delle frenate di emergenza, un sistema esterno rispetto ai treni. Gli episodi più gravi risalgono a 4, 9 e 11 marzo (rimasero feriti in 16). Era stata la stessa Atm, la società del trasporto pubblico milanese, nei mesi scorsi a segnalare alla Procura altri episodi di improvvise decelerazioni dei convogli.«No alla caccia ai colpevoli, ma sì alla definizione delle responsabilità e delle soluzioni - dice Sala - Ho chiesto una relazione esaustiva ad Atm che coinvolga anche i produttori degli impianti e dei treni. In questo caso, non mi voglio sbilanciare troppo, ma ho la sensazione che sia un problema derivante dai treni. Il tema non è scaricare la croce addosso a qualcuno, ma capire dove stanno i problemi perché una soluzione che metta in garanzia il sistema va trovata». --