Medico Emergency: «È stata una sorpresa che mi ha commosso»

«L'essere citato dal presidente della Repubblica nel suo discorso di fine anno agli italiani è stata una sorpresa che mi ha profondamente commosso». Non si aspettava che Giorgio Napolitano parlasse di lui, Fabrizio, il medico italiano di Emergency contagiato da Ebola in Sierra Leone, ricoverato all'istituto Spallanzani. «Non credo di essere un eroe, ma so per certo di non essere un untore», aveva detto lui stesso a Natale, definendosi invece «solo un soldato che si è ferito nella lotta contro un nemico spietato». Ma un tratto di eroismo, in lui, il Capo dello Stato lo ha riconosciuto. E ieri il medico "eroe" lo ha ringraziato: «Un riconoscimento come questo, per il quale sono grato, comporta responsabilità che sarò onorato di continuare ad osservare». Ma ad essere sorpresa dalle parole di Napolitano è anche Serena Petriucciolo (in foto), l'ufficiale medico della Marina Militare che sulla nave Etna ha aiutato una profuga nigeriana a partorire. «Non capita certo tutti i giorni di sentir pronunciare il proprio nome dal presidente della Repubblica durante il discorso di fine anno» spiega l'ufficiale a poche ore dal messaggio di fine anno. «Le parole di Napolitano le ho sentite in diretta. Ero - racconta - nell'infermeria di bordo, assolutamente inconsapevole della cosa. Mi sono emozionata. È stato un enorme onore per me». Un'emozione che si aggiunge a quella già provata da Serena il giorno di Natale a bordo della nave, quando ha fatto nascere il piccolo Testimony Salvatore.