Il "cerchio magico" prepara un'ondata di espulsioni dal M5S

di Gabriella Cerami wROMA Quando in un partito l'uomo dei conti lascia non è mai un bel segnale. E dal Movimento 5 Stelle, da quando è naufragata la teoria tanto amata dai grillini dell'uno vale uno, di segnali negativi ne arrivano tanti. La lunga ondata di espulsione ormai ha avuto inizio. Tra cartellini rossi e dimissioni, Giuseppe Vacciano, fedelissimo nonché tesoriere del gruppo, scrive ai colleghi dicendosi pronto a lasciare il suo incarico e anche il Senato. Alla Camera, invece, Daniele Pesco e Ferdinando Alberti ritirano le annunciate dimissioni, ma nello stesso tempo sedici deputati finiscono sul tavolo degli imputati per non aver rendicontato le spese. Tra i 5 Stelle insomma non c'è pace. Ad agitare gli animi è la nomina del 'direttorio' voluto da Beppe Grillo e mal digerito dai più. Le "Cinque Stelle" scelte dal comico genovese per prendere in mano le redini del Movimento sono Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista, Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia, ma a comandare, con ogni probabilità, sarà sempre lui: Beppe. Sia perché non intende mettersi da parte, nonostante dica di essere "un po' stanchino", sia perché ci sarà ancora bisogno del leader, specialmente in tempo di spaccature e divisioni alimentate da un "cerchio magico" imposto e non voluto. L'assemblea di venerdì sera, infatti, la prima a guida allargata, ha avuto momenti di scontro. Tanto che le urla si sentivano da chi stava in strada. Domani ci sarà una riunione dei senatori, che dovranno discutere le dimissioni del tesoriere. Ma ancora più infuocata si annuncia l'assemblea fissata per mercoledì. La riunione dei deputati e dei senatori dovrà decidere se avviare la procedura di espulsione nei confronti di coloro che – come Massimo Artini e Paola Pinna già mandati via - non hanno pubblicato le spese. Poi ci sarà da discutere una serie di casi legati al territorio. Ai sedici, che comunque avrebbero tempo fino a mercoledì per mettersi in regola, si devono aggiungere altri sei casi di cui però tre saranno "salvati" perché integralisti doc: Danila Nesci e Riccardo Nuti, entrambi accusati di aver fatto endorsement durante la votazione per le Europee, e il senatore Nicola Morra per questioni legate alla Calabria. Gli altri tre, invece, rischiano concretamente di esser fatti fuori e sono i deputati Sebastiano Barbanti ed Eleonora Bechis, e il senatore Francesco Molinari, tutti per problemi legati ai rispettivi territori. Considerando che Barbanti e Bechis compaiono anche tra i sedici che non hanno pubblicato le loro spese su "Tirendiconto.it", il totale dei potenziali espulsi sarebbe realisticamente di 17. E c'è chi ipotizza già un nuovo gruppo: alla Camera i numeri ci sarebbero dal momento che bastano 20 deputati per fare un gruppo e ai diciassette si sommerebbero sicuramente alcuni degli ex che ora si trovano al Misto. La decisione di affrontare la questione delle espulsioni, legata alle spese non pubblicate, è stata annunciata venerdì sera durante l'assemblea dei deputati. Le urla sono arrivate quando il gruppo dei "ritardari" nei rendiconti ha ribadito a gran voce che i bonifici in realtà sono stati fatti ma non sono stati pubblicati suL sito ufficiale M5S per problemi tecnici. Così il capogruppo alla Camera, Cecconi, e i 3 del direttorio che erano presenti - Fico, Sibilia e Di Maio - hanno replicato: «O mettere i conti sul sito ufficiale o siete fuori». Tuttavia al quartier generale del M5S di Milano già da giorni si era deciso di imboccare questa strada: le espulsione di Pinna e Artini sarebbero solo l'inizio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA