«Tanta rabbia e voglia di rivederla»

di Fabrizio Merli w PAVIA Davide Ottini è un consigliere comunale "d'assalto", uno che pratica il pugilato, un sindacalista tosto. Eppure, sentendolo al telefono mentre parla di Elena Madama, diresti quasi che la voce gli trema. Soprattutto quando ricorda la seduta del Consiglio comunale di lunedì scorso: «Elena ci ha fatto vedere le sue foto in abito da sposa», rammenta. Parla al cellulare mentre sta entrando al San Matteo. «Ho un senso di orrore, di assurdità, di sgomento. – aggiunge – Al di là del fatto che lei è una mia carissima amica ed è una splendida persona, resta l'assurdità dell'evento. Nel 2014 in una città come la nostra, in pieno centro storico. In questo momento le siamo tutti vicini e ci auguriamo che questi due delinquenti vengano assicurati alla giustizia. Anzi, se cittadini privati hanno riprese da videocamere che possano servire alle indagini, facciamo un appello perchè le mettano a disposizione». Il sindaco, Massimo Depaoli, fatica a distillare parole equilibrate: «C'è tanta rabbia in questo momento – dice – ma la priorità, adesso, è la salute di Elena e l' abbraccio di solidarietà che, come comunità, la città tutta ha il dovere di dare ai suoi cari, in primis ai suoi genitori e ad Enrico. Preghiamo per lei, per chi le vuole bene. Speriamo che i responsabili vengano identificati e giudicati con tutta la severità che questo increscioso fatto merita». Sull'opposto fronte politico, ma accomunato dal dolore attonito, l'ex sindaco Alessandro Cattaneo dice: «Un fatto inaccettabile. Quando si arriva a questi episodi, tutti dobbiamo chiederci cosa dobbiamo fare. Il sindaco Depaoli ha avuto la gentilezza di avvisarmi ieri sera. Lunedì sera, in Consiglio, era venuta con il suo consueto sorriso a chiedermi consigli per un viaggio e mi aveva mostrato l'anello di fidanzamento. Non possiamo fare altro che pregare per lei». Destra e sinistra, per un giorno, svestono le "armi" della battaglia politica. Davanti all'Università, dove Elena Madama ha iniziato a respirare politica, i giovani di destra hanno esposto uno striscione: «Forza Elena». Durante l'apertura dell'anno Accademico un lungo applauso è stato rivolto a Elena. «Forza Elena», è lo slogan che, ieri, ha invaso i social network. Giacomo Galazzo, assessore alla cultura e amico della giovane consigliera, commenta: «Sto pregando come tutti, non so dire altro. So che è stata una dinamica assolutamente brutale. So che la stanno curando e non posso fare altro che aspettare». Matteo Mognaschi, capogruppo della Lega Nord, conosce Elena Madama da sei anni: «Abbiamo fatto politica insieme in Università e al di là delle militanze eravamo proprio amici, capitava anche di uscire a bere una birra. Quando verso mezzanotte si è sparsa la voce che era lei mi è crollato il mondo addosso». Antonio Bobbio Pallavicini, capogruppo di Forza Italia, ha appreso che era accaduto qualcosa di molto grave dalle telefonate di alcuni commercianti. «Mi hanno parlato di un incidente. Il dramma è stato apprendere che era Elena. E' stato un colpo allo stomaco». Giuseppe Polizzi, capogruppo del Movimento 5 stelle, dice che rispetta la richiesta di riservatezza giunta dai famigliari. «Per Elena – aggiunge – un grande abbraccio da parte di tutto il Movimento 5 stelle a un'amica e una persona che, in questi mesi, ha dimostrato di abbracciare la politica del dialogo». Vicinanza ai famigliari arriva anche dall'onorevole Pd, Chiara Scuvera. Mentre Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani, vice segretari del Pd, dichiarano alle agenzie: «Esprimiamo a nome nostro e di tutto il Partito democratico la più sentita e profonda vicinanza ad Elena e alla sua famiglia».