Fanghi velenosi, perito per S. Cristina
SANTA CRISTINA. La battaglia, annunciata dall'amministrazione comunale, contro l'uso eccessivo di fanghi in agricoltura, prende ora ufficialmente il via con la nomina di un tecnico che dovrà individuare gli inquinanti sparsi nei terreni e di redigere un nuovo regolamento comunale. Il sindaco Elio Grossi preme sull'acceleratore e porta all'attenzione dei quattordici Comuni che fanno parte della Consulta ambiente e territorio la questione fanghi. «Una questione che va risolta», dicono gli amministratori. Perché il problema esiste e «il nostro compito è quello di tutelare la salute dei cittadini e l'ambiente in cui viviamo», precisa Grossi. «L'obiettivo – dice Enrico Berneri, sindaco di Monticelli e presidente della Consulta – è quello di arrivare ad adottare un regolamento unico, in modo da muoverci compatti per limitare l'uso di fanghi e gessi». E' Alberto Maccabruni, geologo di Casatisma, il perito nominato da Santa Cristina. A lui spetterà il compito di vigilare sul rispetto della normativa sui nitrati, di effettuare controlli, tenendo conto delle nuove norme regionali e di quelle nazionali, di modificare il regolamento comunale nella parte che riguarda lo spandimento di fanghi, prevedendo anche di vietarlo in alcuni punti del territorio, divieti che dovranno essere presi in considerazione anche dal Pgt. Non solo. Il perito dovrà analizzare i dispositivi autorizzativi regionali e verificare che i fanghi vengano sversati effettivamente nelle aree autorizzate e poi svolgere monitoraggi e carotaggi per controllare se i terreni sono saturi e l'esatta composizione dei prodotti. «Il fenomeno è complesso – spiega Grossi - e sta assumendo proporzioni preoccupanti, nella nostra provincia arrivano i residui dei depuratori di Milano e vengono distribuiti attorno alle nostre abitazioni, con effetti evidenti, dai miasmi insopportabili all'aumento del numero di mosche». Per questo, sottolinea il primo cittadino, bisogna capire che tipo di inquinanti vengono sparsi dagli agricoltori, obbligati ad interrare i prodotti, arando il terreno. Insomma si vuole essere certi che sia rispettata la legge che regola l'uso dei nitrati, le distanze, i periodi. «I Comuni della Consulta – sottolinea Berneri - sono d'accordo a servirsi del supporto tecnico che può arrivare da un professionista per procedere in modo mirato, soprattutto in questa fase di studio». Da Linarolo a Costa, da Spessa a San Zenone fino a Gerenzago e a Inverno. «Gli agricoltori hanno risparmi importanti dall'utilizzo dei fanghi, preferiti ai più costosi concimi», afferma Pietro Scudellari, sindaco di Linarolo. E Giuliano Spiaggi, alla guida di Spessa, aggiunge: «Non vanno sottovalutati i possibili danni ambientali, gli amministratori sono in allarme per la gran quantità di fanghi che arriva nel Bassa pavese, sostanze che vengono di fatto regalate alle aziende agricole, allettate dal risparmio, ma che devono pensare che in futuro rischiano di andare incontro a costi spaventosi di bonifica». Stefania Prato