Asse Berlusconi-Renzi sulle unioni gay
di Maria Berlinguer wROMA Altro che patto del Nazareno in bilico, «carta straccia», come l'ha liquidato Giovanni Toti. L'asse tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi è più solido che mai e anzi si allarga anche alle unioni gay e alla legge sulla cittadinanza ai figli degli immigrati. Ma sullo ius soli il Cavaliere rischia di rompere con la Lega e di spaccare anche Forza Italia. «Quando abbiamo cambiato linea su immigrati e cittadinanza?», si chiede il ribelle Raffaele Fitto. «Berlusconi è diventato di sinistra?» rincara Maurizio Bianconi (Fi). Scontato il no del Carroccio. «È una fesseria», attacca Matteo Salvini. «Chi sostiene lo ius soli sta bestemmiando», rincara Roberto Calderoli. Ma è il dialogo con Renzi in questo momento la priorità del leader forzista. E il leader azzurro lo dice chiaramente ai deputati che incontra a Montecitorio, prima della conferenza stampa convocata con Mara Carfagna, neo responsabile del Dipartimento sui diritti civili. Il confronto con Renzi deve continuare, spiega il leader. A partire dalla legge elettorale. Il premio di lista proposto da Renzi? «Ci stiamo ragionando, non è una cosa del tutto negativa, Renzi aspettasse un attimo, non è escluso che alla fine non ci si arrivi», spiega. Scottato dall'incontro con i senatori di mercoledì, Berlusconi sa che nei gruppi parlamentari sta crescendo la fronda contro l'asse con il premier democratico. «Capisco che il dialogo con il governo solo sulle riforme e l'opposizione su tutto il resto sia difficile da comprendere per alcuni ma il dialogo deve continuare», ribadisce. Fosse per lui anzi si allargherebbe anche ad altri temi. «Se Renzi dovesse aver bisogno di un sostegno su alcuni temi in cui serve una maggioranza più ampia e non gli bastano i voti del Pd, noi ci siamo, siamo disposti a dare una mano», aggiunge. La mano tesa è solo per il premier. Il Cavaliere infatti chiude definitivamente le porte ad Angelino Alfano. «Forza Italia è oggi al 17% ma io non ero in campo, i sondaggi però ci dicono chiaro che la maggioranza dei nostri elettori non gradiscono l'alleanza con Ncd». «Trattiamo solo con Renzi, non con Grillo», avverte. Un nuovo faccia a faccia, forse sarà fissato già la prossima settimana visto che Maria Elena Boschi conferma che per il governo la legge elettorale «resta una priorità». Ma è la svolta sui diritti civili il tema oggi. E per le seconda volta in due giorni Berlusconi parla chiaro. «Noi ci battiamo per il sostegno alla famiglia composta da un uomo e una donna ma ci battiamo anche per il rispetto della persona in tutti i suoi aspetti e sui diritti civili e individuali occorre adeguarsi alla realtà che è cambiata». «Siamo arrivati alla conclusione che la legge tedesca sulle unioni civili rappresenti un giusto compromesso: chi ha responsabilità pubbliche non può non intervenire», spiega sposando anche in questo caso la proposta del premier sulle unioni tra omosessuali. A Renzi inoltre concede quanto aveva negato a Gianfranco Fini, una netta apertura sul diritto di cittadinanza ai figli di immigrati. «Dare la cittadinanza i figli di stranieri che vivono in Italia è un atto doveroso, tanto più dopo un ciclo scolastico che gli consente di conoscere la nostra lingua e la nostra storia», riconosce. ©RIPRODUZIONE RISERVATA