Maroni: Fibronit, terminiamo la bonifica
di Donatella Zorzetto wBRONI «La Regione è pronta ad anticipare 13 milioni per la conclusione della bonifica dell'area ex Fibronit»: l'ha annunciato ieri pomeriggio il presidente Roberto Maroni, giunto verso le 15 a Broni, prima della tappa a Varzi, ad un incontro con i cittadini organizzato dalla Lega a villa Nuova Italia. L'argomento era delicato, così come la posta in gioco: gli striscioni dell'associazione Avani, con il presidente Silvio Mingrino e diverse persone, alcune delle quali malate di mesotelioma provocato dall'amianto della cementifera, hanno accolto il governatore con il suo seguito leghista: il capogruppo al senato Gian Marco Centinaio, il collega senatore Paolo Arrigoni, l'assessore regionale ad Ambiente, Claudia Terzi, il senatore del Carroccio Roberto Mura, il consigliere regionale Angelo Ciocca, segretario cittadino della Lega Antonio Bernini. È toccato ai due senatori Centinaio e Arrigoni assumersi il compito di premere sul ministero per sostenere la causa di Broni, uno dei sei Sin (Siti di interesse nazionale) in tema d'amianto che attende di vedere completata la bonifica. «Stiamo sollecitando il ministro all'Ambiente Gian Luca Galletti perchè possa riconoscere i finanziamenti necessari – hanno spiegato –. A Roma abbiamo deciso di prenderci a cuore la situazione di Broni». Sin che, dopo la messa in sicurezza (impermeabilizzazione delle coperture) attende ancora il completamento della bonifica. Ai «piccoli passi avanti, seppur con tempi lunghi», di cui ha parlato ieri l'assessore Terzi, Maroni ha affiancato la nuova strategia della Regione in materia. «Le nostre proposte al governo sono state tre – ha ricordato –. La prima è che stanzi 13 milioni di euro che può facilmente trovare, ad esempio applicando costi standard alla sanità generale; la seconda è quella di lasciarci utilizzare i fondi regionali che abbiamo a disposizione ma che non possiamo toccare, e per far ciò sarebbe sufficiente un emendamento alla legge di bilancio; la terza è quella di consentire alla Regione di concentrare su Broni, vista l'urgenza, 13 milioni degli 81 destinati ai sei Sin Lombardi, salvo ovviamente reintegro da parte dello Stato. Nei primi due casi il governo non ci ha risposto, per il terzo abbiamo inviato la documentazione necessaria e ora stiamo aspettando che il ministro dica di sì e firmi i documenti». Una cifra, 13 mlioni di euro, che potrebbe praticamente mettere la parola fine al problema ex Fibronit. Nei giorni scorsi il sindaco Luigi Paroni ha sottolineato: «Secondo l'accordo di programma 2007-2014 la cifra necessaria per il progetto sulla cementifera era di 21 milioni, a cui vanno tolti i 7 già spesi per la messa in sicurezza e gli eventuali 13 per la bonifica. Rimarrebbe solo lo smaltimento, che però non dovrebbe comportare una spesa ingente». La promessa di Maroni soddisfa Mingrino, che però non ha mancato di sottolineare: «Siamo stupiti per l'assenza del sindaco di Broni e degli assessori all'incontro di oggi, perchè questa non è una battaglia politica, ma di tutti i cittadini». L'impegno che il presidente della Regione ha preso, ossia quello di tornare a Broni nel gennaio 2015, è piaciuta anche ad Andrea Astranti, del Comitato difesa ambiente di Broni. Che poco prima, nel corso del suo intervento, aveva fatto una proposta provocatoria: «Vorrei suggerire che Broni diventasse il primo "sito di disinteresse nazionale" – aveva detto –. Basta guardarsi attorno: abbiamo speso soldi per la messa in sicurezza, ma la vernice con cui sono state trattate le coperture dei capannoni dura poco, ed è come se quei soldi li avessimo bruciati. Così l'aria che respirerà sarà come quella di una volta: alcune coperture si stanno di nuovo deteriorando, e l'inquinamento tornerà ad essere il problema numero uno in città».