Setola si pente e dice: «Ci vedo benissimo»
PAVIA Ha deciso di pentirsi il capo dell'ala stragista dei Casalesi Giuseppe Setola, condannato definitivamente a 7 ergastoli per 15 omicidi commessi nel Casertano tra il maggio e il dicembre 2008. Un colpo di scena inatteso emerso ieri al tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) nel corso dell'udienza del processo per l'omicidio dell'imprenditore Domenico Noviello. «Salvate la mia famiglia» ha chiesto Setola, affermando - in un confronto a distanza con un altro killer dei casalesi - che «la malavita è finita». Ma ieri in udienza il killer, riferendosi alla sua presunta malattia agli occhi, ha poi lanciato dure accuse ai medici, anticipando probabilmente il tenore delle dichiarazioni che vuole fare al pm. «Io ci vedo benissimo - ha affermato - e mandavo regali al medico del carcere. Anche all'Asl di Milano sapevano che ci vedevo bene». Dichiarazioni pesanti che riaccendono i riflettori su un altro processo che vede imputato insieme a Setola il professor Aldo Fronterrè , noto oculista ed ex primario della Maugeri a Pavia, accusato di concorso esterno e falsa perizia. Setola non ha parlato di lui ieri in udienza ma ha colto tutti di sorpresa dichiarando di vederci benissimo. Mettendo così in discussione nuovamente tute le perizie che sono state prodotte in questi anni, e gettando nuove ombre anche su quella di Fronterrè. Ma il legale dell'oculista pavese, l'avvocato Pasquale Coppola di Napoli chiarisce ancora una volta: «Fronterrè ha sempre sostenuto che la cecità di Setola fosse parziale, non totale. Se sull'occhio sinistro la compromissione non poteva essere messa in discussione, sull'occhio destro il mio assistito aveva sempre suggerito la necessità di ulteriori approfondimenti». «Fronterrè – prosegue il difensore dell'ex primario – ha sempre dichiarato che andassero effettuate analisi ulteriori. In buona fede poteva supporre che l'eziopatogenesi dell'occhio destro fosse la stessa del sinistro, degenerativa. Un aspetto sul quale peraltro hanno avuto dubbi anche altri consulenti e periti del Tribunale. E poi va ricordato che Fronterrè era un perito di parte». Anche se l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa dovrà essere chiarita nel processo , la difesa aveva già messo a segno un punto a suo favore ottenendo la scarcerazione a gennaio.