«L'assassino ha agito in pochi minuti»

«Vediamo che si sta veramente facendo di tutto per arrivare alla verità e questo ci conforta». E' un'attesa fiduciosa quella di Giuseppe Poggi e Rita Preda, i genitori di Chiara, che questa mattina, come sempre, saranno presenti con il figlio minore Marco a palazzo di giustizia di MIlano per la quinta udienza del secondo processo d'appello contro Alberto Stasi. L'udienza sarà dedicata all'audizione dei periti che illustreranno le analisi sul capello trovato nella mano sinistra di Chiara, gli accertamenti sul materiale rinvenuto sotto le unghie della vittima e la ricostruzione al computer della camminata di Stasi nella villa del delitto. Poi risponderanno alle domande di accusa, difesa eparte civile. Oggi saranno anche depositati i risultati delle indagini integrative svolte dal sostituto procuratore generale, Laura Barbaini. Quindi saranno presentate ai giudici le memorie del collegio difensivo, coordinato dal professor Angelo Giarda, e della parte civile. Queste ultime riguarderanno i pedali e il sellino della bici sequestrata a Stasi. La conclusione del processo è prevista per Natale. di Lorella Gualco wGARLASCO Oggi è il giorno dei periti. Il processo d'appello bis per il delitto di Garlasco riprende dalla quinta udienza dopo la pausa estiva. Le parti si confronteranno sui risultati degli accertamenti che hanno aggiunto nuove valutazioni sull'omicidio di Chiara Poggi, spesso in contrasto con le perizie eseguite nei primi processi contro Alberto Stasi, 31 anni, il fidanzato della vittima, unico imputato finora sempre assolto per il delitto avvenuto il 13 agosto 2007. Le conclusioni cui sono giunti gli esperti incaricati dalla Corte d'assise d'appello hanno corretto il tiro rispetto alle prime relazioni riscrivendo in parte la storia del delitto. Per esempio, sui tempi dell'omicidio, che sarebbero stati molto più brevi di quanto sostenuto nelle prime perizie. Secondo gli esperti nominati dal giudice nel processo di primo grado, dal colpo iniziale inferto dall'assassino al momento in cui il corpo di Chiara fu gettato dalle scale che portano alla cantina di casa Poggi sarebbe trascorso «un tempo considerevole». Nell'ultima perizia, firmata dal professor Roberto Testi, dell'Asl di Torino 2, e dai professori Gabriele Bitelli e Luca Vittuari, dell'Università di Bologna, si dice invece che sarebbe stato sufficiente «un tempo assai breve». Questo perchè la grande chiazza di sangue trovata nel punto in cui Chiara fu colpita potrebbe essersi formata in meno di tre minuti. Una circostanza che dilata i tempi a disposizione dell'assassino per gettare il corpo sulle scale, fuggire, magari occultare l'arma del delitto (mai trovata, ma che secondo le ultime perizie potrebbe essere un martello da carpentiere) e far sparire le prove più evidenti, come oggetti o abiti insanguinati. Le conclusioni dei periti sui tempi dell'omicidio vanno quindi incrociate con l'alibi di Alberto Stasi, che ha un "buco" di 24 minuti. Chiara sarebbe stata uccisa fra le 9.12 del mattino (quando la ragazza ha disattivato l'allarme di casa per far entrare l'assassino) e le 9,36, ora in cui Alberto inizia ad usare il computer, nella sua abitazione, per scrivere la tesi di laurea, come risulta dall'esame del suo pc. Se, come sostengono ora i periti, l'omicidio è avvenuto in tempi brevi, potrebbe essere rafforzata la tesi secondo cui 24 minuti erano più che sufficienti per uccidere. «Questo mi sembra ormai un dato assodato fin dai precedenti processi – afferma l'avvocato della famiglia Poggi, Gianluigi Tizzoni – ma a maggior ragione dopo i risultati degli ultimi accertamenti». La finestra temporale dell'alibi e i tempi del delitto però non hanno mai incrinato la ricostruzione difensiva. Secondo gli avvocati di Alberto, ammesso che l'assassino potesse colpire in pochi minuti, comunque l'assassino non è Stasi.