Ue, accordo sulla crescita «Ma attuate le riforme»
di Andrea Di Stefano wROMA «C'è un clima diverso in Europa, la crescita è la priorità di tutti». Le conclusioni dell'Ecofin secondo il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, segnano una svolta. «Il conflitto rigore-crescita non c'è. E non c'è stato nelle discussioni, neanche in quelle a porte chiuse, che sono state molto fruttuose, e sono state volte a trovare risposte concrete alla necessità di crescere di più». Nella sostanza, quindi, i ministri economici dell'Ue sono concordi: bisogna stimolare rapidamente gli investimenti, come ha più volte sottolineato Mario Draghi. Le misure concrete, secondo Padoan, arriveranno in poche settimane: «Stiamo lavorando non a idee generiche ma a misure concrete che devono esser decise nel giro di poche settimane». Al centro «gli investimenti pubblici e privati che sono andati diminuendo, e questo è in parte la causa della scarsa crescita: la via maestra per la crescita - ha sottolineato - sono più investimenti, soprattutto privati e anche i pubblici nella loro funzione di catalizzatore dei privati». Padoan ha poi ribadito: «Ci attendiamo che la Commissione europea e la Bei producano presto suggerimenti molto concreti». Ma al di là delle dichiarazioni ufficiali la riunione informale non ha impresso alcuna reale accelerazione e il governatore di Bankitalia non ha nascosto la sua delusione: «Dopo l'Ecofin l'Italia resta con i suoi problemi», ha detto Ignazio Visco, «ovviamente la discussione è stata soprattutto sulla situazione ciclica, su cosa fare per far crescere le potenzialità di sviluppo. C'è stata notevole concordanza sul fatto che c'è un problema europeo a livello di investimenti e come fare per farli ripartire, soprattutto a livello privato che pubblico, questa è stata l'osservazione». L'Ecofin non ha affrontato, però, solo il tema di come tornare a spingere gli investimenti. La situazione dei singoli paesi è stata esaminata e il verdetto del neo uomo forte della Commissione Jyrki Katainen è stato esplicito: «L'Italia ha un'agenda di riforme molto ambiziosa. Se tutte le cose che ha in programma di fare verranno implementate posso immaginare che l'economia avrà un forte impulso reale. Se hai la ricetta del medico ma poi non prendi la medicina, non aiuta». Katainen ha poi smentito contrasti con Renzi: «Con lui ho un rapporto di collaborazione molto buono. Mi dispiace che ci sia stata un'interpretazione negativa delle mie dichiarazioni». Dopo l'annuncio a sorpresa della Francia (sarà in deficit eccessivo fino al 2017) è circolata l'ipotesi, poi smentita, che vengano richiesti all'Italia nuovi impegni formali, eventualità per ora non confermata ma su cui lo stesso Padoan ha sostenuto che non ci sono problemi specifici. A rafforzare la posizione dei falchi non poteva mancare il presidente della Bundesbank Jens Wiedmann: «Le scelte della Bce presentano pericoli innanzitutto perché i politici potrebbero rallentare il loro sforzo riformatore e poi perché gli investitori alla ricerca di profitti potrebbero assumersi rischi eccessivi e questo metterebbe in pericolo la stabilità finanziaria». A svolgere il ruolo di mediatore con i falchi ci ha pensato il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble che al termine dell'Ecofin di Milano ha sottolineato: «L'Italia è un membro importante dell'Eurozona, ci serve un'Italia forte. Renzi ha annunciato molte riforme strutturali, non è facile implementarle ma noi lo sosteniamo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA