Salvini: no al premier e Berlusconi

PADOVA Il centrodestra? «Non esiste più». Renzi? «Un pericoloso antidemocratico fino al midollo». Matteo Salvini incassa subito la riconferma del mandato di segretario fino al 2016 e dal congresso federale della Lega fa partire un'opa sul centrodestra, al quale Berlusconi guarda con la prospettiva di un ruolo da "padre nobile" dei moderati. Salvini, invece, di moderati non vuole nemmeno sentir parlare e da Padova suona la riscossa: rivoluzione fiscale, aliquota unica al 20% per tutti o il 14 novembre «sarà sciopero fiscale». «Oggi il centrodestra non esiste quindi non potrei candidarmi per un soggetto che non esiste», è l'attacco del segretario del Carroccio che elenca, punto per punto, le diversità tra il progetto leghista - che Salvini allarga anche al Sud - e quello di «un centrodestra in ordine sparso un po' al governo, un po' a favore dell'immigrazione, un po' per le coppie gay, un po' con la Merkel». Salvini, insomma, prende, forse definitivamente, le distanze ora dalle recenti aperture azzurre sui diritti gay, ora dalla presenza degli alfaniani al governo, ora dall'alleanza in Ue di FI e Ncd, entrambe in quel Ppe contro cui la Lega si scaglia senza alcun filtro. Dopo il congresso leghista di Padova, il Carroccio e FI sono insomma più lontani. «Salvini sbaglia strada, così rischia l'ininfluenza», è il monito di Giovanni Toti, al quale seguono, a ruota, le reazioni di tutti i big del partito azzurro, "falchi" inclusi. Un coro pressochè unanime, che da Daniela Santanchè a Maria Stella Gelmini, condanna il Carroccio disegnato da Salvini all'isolamento. Convitato di pietra del congresso è il premier Matteo Renzi, su cui piovono le critiche. A partire dalla sua dimestichezza con la lingua d'Albione. «Non è che parlare male l'inglese sia una colpa - chiosa Zaia - ma non avere la vergogna di andarlo a parlare così rappresentando l'Italia in questo modo penso che sia il massimo». Per Salvini, Renzi «è pericoloso, antidemocratico fino al midollo», un politico che nel nome della velocità e del risparmio «sta facendo di tutto», una marionetta sorridente «che fa i selfie, manovrata da Berlino». «Oggi proponiamo un'alternativa al renzismo, che è una deriva pericolosa, statalista» ripete. E proprio al premier il Carroccio lancia la sfida, annunciando uno sciopero fiscale per il 14 novembre. «Noi stiamo parlando di una rivoluzione fiscale, altro che 9 dicembre, lo stato italiano lo facciamo saltare per aria - scandisce il segretario -. Abbiamo il tempo per preparare qualcosa di cui tutto il mondo parli. Pensate cosa accadrebbe se un venerdì di novembre, da nord a sud, tutte le persone che producono e lavorano e sono strangolate da Equitalia, da uno stato ladro, dagli studi di settore, dicessero basta: io oggi non pago, vi affamo, non apro il negozio e se apro non rilascio lo scontrino, faccio una corsa gratis del taxi, faccio straordinari gratis».