«Cibi crudi e viaggi esotici, la prudenza è d'obbligo»
DALLA PRIMA DELL'INSERTO Dovremmo essere più tranquilli ... «Il pesce come quello utilizzato nelle preparazioni giapponesi deve essere abbattuto (raffreddamento veloce della temperatura, ndr), scongelato e servito, questa è la prima regola. Il problema talvolta può esistere per le alici marinate. La mancata osservanza di questa regola – in realtà però credo che ormai sia quasi sempre rispettata – può causare peritonite. Comunque meglio evitare di mangiare pesce crudo se non è passato per l'abbattitore». Aids, a che punto è il contrasto? «Anche qui a Napoli abbiamo tre reparti che la curano. Va detto, la malattia non è curabile in senso stretto, il paziente non guarisce. Non c'è ancora il farmaco che la sconfigge ma si può cronicizzare con una terapia ben congegnata che consente al paziente aspettative di vita quasi uguali al resto della popolazione sana. Rispetto a 20 anni fa, quando il malato era destinato a morire in tempi brevi, sono stati fatti grossi passi avanti grazie all'industria farmaceutica. Che, bisogna dirlo, sull'Aids ha compiuto notevoli sforzi di studi e ricerca per produrre farmaci sempre più attivi in senso antivirale, che bloccano cioè il virus senza debellarlo. In futuro è ipotizzabile un farmaco che la sconfigga». Tasso di mortalità? «È ridotto di molto, l'Aids è diventata una malattia quasi esclusivamente ambulatoriale e i ricoveri sono ridottissimi». Quali sono le malattie infettive più gravi oggi? «Le infezioni postchirurgiche. I pazienti che si infettano dopo un ricovero, le infezioni ospedaliere, le grosse infezioni sistemiche tipo setticemie gravi, le infezioni del sistema nervoso tipo meningite ed encefaliti, batteriche e virali e poi tutte le epatiti croniche e infezioni virali, epatiti B e C». Napoli come è posizionata nel panorama nazionale ospedaliero? «Napoli non ha nulla da invidiare rispetto ad altre organizzazioni come lo "Spallanzani" a Milano il "Sacco" a Roma, ci sappiamo difendere». Prevenzione, parola chiave? «Conta moltissimo, è un'occasione da cogliere, la più importante sono i vaccini. Le strategie vaccinali sono quelle che hanno consentito di debellare il vaiolo, la poliomelite, la difterite e il tetano dove resistono casi sporadici». D'estate scatta ogni tanto nelle città l'allarme igienico per la presenza eccessiva di topi, mosche e zanzare. È un problema serio o no? «Non ho mai ritenuto che, quando per esempio c'era l'emergenza rifiuti, esistesse una relazione con eventuali aumenti di malattie infettive. Ma sottolineo che la disinfestazione e le campagne antiratti sono irrinunciabili». E le malattie trasmesse dai topi? «La leptospirosi è rara e legata più che altro all'attività dei lavoratori delle fogne. Non c'è un allarme ma l'attenzione sulla patologia va sostenuta. Il problema può diventare diverso con la zanzara tigre». Perché? «Può diventare un problema serio perché in Italia non abbiamo microrganismi che possano riconoscere la zanzara come vettore. Poiché non esiste quel vettore non abbiamo la malaria, siamo però contagiati all'estero e chi torna con la malattia in atto, per esempio contratta alle Mauritius, può accendere un piccolo focolaio che comunque, va detto, riusciamo a risolvere. Roba che può coinvolgere tipo dieci pazienti, la cosiddetta "febbre da chikungunya", acuta virale, epidemica, trasmessa appunto dalla puntura di zanzare infette. La malaria è una malattia d'importazione e il consiglio a chi viaggia nei Paesi del Centro Africa come il Kenia è perentorio: praticare la profilassi». Ferruccio Fabrizio ©RIPRODUZIONE RISERVATA