Mps, Grillo: «Mafia e peste rossa»

SIENA Beppe Grillo arriva a Siena come un ciclone annunciato: torna a un'assemblea di Banca Monte dei Paschi dopo oltre un anno dalla sua prima apparizione, nel gennaio 2013. Allora erano passati pochi giorni dall'esplosione dello scandalo che ha cambiato la vita dell'istituto e della città del Palio. Una banca che è un'«osservata speciale» del leader del M5s perché «questa è la mafia del capitalismo, non la Sicilia: qui siamo nel cuore della peste rossa e del voto di scambio» spiega oggi, ancor prima di entrare e sedersi tra i soci per votare "no" al bilancio. Grillo sembra arrivato con un obiettivo preciso: colpire la vecchia gestione del Pd e della banca, ma anche i vertici di oggi. Attacca tutti, dall'ex presidente Giuseppe Mussari («incapace anche di fare un bonifico»), a quello attuale, Alessandro Profumo: «Bocciate questo bilancio, mandate a casa questo Cda e la peste rossa. Sono tutti finti dalla fine all'inizio» avverte i soci quando prende la parola. Immediata la replica del presidente Profumo che, sorridendo, lo invita a stare attento: «È sempre così emozionato le potrebbe venire un accidente». Per qualche minuto c'è quasi un battibecco tra i due: «La conosco bene, è di Genova come m - risponde Grillo -: ha iniziato facendo il casellante. Ha fatto una bella carriera». A lui Profumo replicherà più tardi, «mai fatto il casellante. Sono entrato in banca a 20 anni e ho firmato tante cambiali». Anche da Siena, Grillo non perde poi l'occasione per attaccare Napolitano, Renzi («un bugiardo»), e Berlusconi, e conferma che se alle europee il suo movimento avrà la maggioranza chiederà «le elezioni anticipate». Del resto quella che c'è ora in Italia è una «vera dittatura: un Parlamento di non eletti», quasi grida nei corridoi dopo essere entrato (sbagliando?) negli uffici prima di arrivare all'auditorum. «C'è un presidente del Consiglio non eletto» prosegue, e Napolitano «gestisce la roba che arriva dalla Troika, sono figli di Troika», mentre Berlusconi ormai rappresenta «l'oltretomba», perché «il "nanetto" fa piaceri all'ebetino». Loro sono pronti a vincere le elezioni europee, e se dopo non verranno ascoltate le loro proposte, a fare il referendum sull'euro: «Raccoglieremo milioni di firme». L'attacco al Monte serve a Grillo soprattutto per colpire il Partito democratico. La banca, ripete infatti, rispondeva a un partito e «l'indirizzo è quello di via del Nazzareno a Roma» spiega ai soci.