Padoan: ora un cambio di marcia nella Ue
Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan spinge per un'agenda europea più improntata alla crescita ma avverte: «L'Italia non può permettersi di buttare al vento gli sforzi enormi fatti». Padoan, intervenendo alla Luiss durante un panel con i suoi predecessori Piero Barucci, Lamberto Dini, Domenico Siniscalco, Vittorio Grilli, Fabrizio Saccomanni, non entra più di tanto nel merito del programma dell'esecutivo. Sul Def in preparazione, si limita a dire, «tutti mi chiedono i numeri, aspettate un attimo, ve li li darò, speriamo siano quelli buoni». Il nuovo responsabile di via XX Settembre invoca però un cambio di marcia politico nelle priorità europee: «Si può continuare così, con la sopravvivenza e il tiriamo a campare, in un contesto di condizioni monetarie che può risultare rischioso, oppure può essere l'inizio di un nuovo sentiero di crescita». Discorso richiamato esordendo su Twitter: «Guido Carli ebbe per primo l'intuizione che il patto di stabilità dovesse chiamarsi patto di stabilità e crescita». Padoan fa proprio il messaggio sull'aggiustamento strutturale necessario «certamente anche in Italia». Ma, aggiunge, toccherà farlo anche alla Germania.