Grillo-No Tav, chiesta condanna a 9 mesi
ROMA Fronte compatto a difesa del leader. Nel giorno in cui Beppe Grillo finisce nel mirino della giustizia - indagato da diverse procure e oggetto di una richiesta di condanna a 9 mesi dai pm di Torino - i grillini minimizzano il caso denunciandone la sua parzialità. «Ci vogliono far vincere le elezioni...», è la risposta sul filo del sarcasmo del Movimento che, nel frattempo, dà una spallata alla sua campagna per l' «impeachment» del presidente Giorgio Napolitano chiamando gli attivisti al «mail bombing» per convincere i membri del Comitato parlamentare per la messa in stato d'accusa. A segnare la giornata dei Cinque Stelle sono però i guai giudiziari in cui sembra essere incappato Grillo. A Torino la Procura chiede per l'ex comico una pena di 9 mesi di reclusione e una multa di 200 euro per i fatti legati alle proteste no- Tav del dicembre del 2010. Per incastrare Beppe Grillo al processo per la baita dei no-Tav è bastato il video che ancora circola su Youtube. Un quarto d'ora che racconta l'incursione del dicembre 2010 in Valle di Susa «dell'imputato Giuseppe Grillo», come lo chiamano i pm, al presidio-simbolo del movimento di opposizione alla linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. Varcare la soglia di quella casetta in pietra non si poteva: la costruzione era abusiva e sotto sequestro. Grillo, che mentre raggiungeva il presidio era stato avvicinato e informato dal comandante della compagnia di Susa dell'Arma, Stefano Mazzanti, lo fece lo stesso. Un gesto da «capopopolo», hanno commentato i magistrati. A Genova, invece, emerge come Grillo sia indagato da diverse procure per la lettera aperta inviata, nei giorni della protesta dei Forconi, ai vertici della polizia. In una lettera aperta l'ex comico li invitava a non schierarsi più a protezione della classe politica italiana. Due casi differenti che però, a Roma, i 5 Stelle interpretano come un unico disegno. «È strano vedere come proprio in quest'ultima settimana si intensifichino gli attacchi al Movimento», commenta l'ex capogruppo alla Camera Alessio Villarosa. Nessuna reazione dal diretto interessato, che sul web, comunque, raccoglie la solidarietà della base, in gran parte indignata per una magistratura «pilotata». Nel frattempo, non si placa l'offensiva dei Cinque Stelle contro Napolitano con i parlamentari M5S che, su Facebook e sul blog di Grillo, chiamano a raccolta gli attivisti sulla richiesta di «impeachment» per il capo dello Stato.