Bullismo a Mortara La gang minacciava ragazzini per i soldi
Delitto di Garlasco: inizierà il 9 aprile l'appello bis per Alberto Stasi, unico imputato per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, assassinata il 13 agosto 2007 nella casa di famiglia in via Pascoli. Il nuovo processo si terrà davanti ai giudici della terza corte d'assise d'appello di Milano. Lo scorso 17 aprile, la Cassazione ha annullato la sentenza di assoluzione in appello del dicembre 2011, conforme a quella in primo grado emessa a Vigevano nel dicembre 2009 con rito abbreviato. La suprema Corte ha ritrasmesso gli atti in appello per una nuova valutazione. Il giudice Scarlini sarà affiancato dalla collega togata Barbara Bellerio e dai giudici popolari. Alberto Stasi, 30 anni, sarà difeso anche in questa sede dal suo pool di legali: Angelo e Fabio Giarda, Giuseppe e Giulio Colli. La famiglia Poggi è costituita parte civile, rappresentata dall'avvocato Gianluigi Tizzoni. di Anna Mangiarotti wMORTARA Un gruppo di "bulli" adolescenti che minacciava altri studenti e faceva scherzi pesanti, fuori dalle scuole, per farsi dare denaro da usare per divertirsi e comprare cibo. I carabinieri hanno denunciato tre ragazzi nati in Romania, ritenuti responsabili di episodi di bullismo contro un 15enne di Mortara: D. D. D., 16 anni, D. P. S., 17 annii, G. M. A., 16 anni, tutti studenti che vivono a Mortara. Le indagini dei militari della stazione di Mortara, coordinati dal capitano Rocco Papaleo sono partite da un episodio dell'ottobre scorso, quando dopo aver fermato con un pretesto lo hanno aggredito, provocandogli un trauma alla gamba destra, tanto che ha dovuto essere curato al Pronto soccorso. Ulteriori accertamenti hanno permesso di capire che le angherie e vessazioni da parte dei tre bulli andavano avanti da diversi mesi. Lo scopo ottenere piccole somme di denaro destinate, in particolare a comprare snack per fare merenda. I tre rumeni sono stati segnalati al Tribunale per i minorenni di Milano per atti persecutori e lesioni personali in concorso. E appunto, l'attività d'indagine, oltre a individuare i tre studenti rumeni come presunti responsabili di atti di bullismo nei confronti del 15enne, ha raccolto appunto altri elementi per cui sembra che i tre avessero creato una piccola banda. Si dedicavano a infastidire i coetanei, in alcuni casi anche per farsi dare con minacce e atteggiamenti violenti somme di denaro. Il 15enne però, dopo l'ultimo episodio in cui era stato malmenato, ha trovato il coraggio di raccontare tutto ai genitori. Ha fatto refertare le contusioni al Pronto soccorso dell'ospedale Asilo Vittoria e ha dato informazioni sui suoi persecutori. Quindi è iniziato il lavoro dei carabinieri. I fatti sono stati ricostruiti ed è stato possibile formalizzare le segnalazioni al tribunale dei Minori di Milano. Un altro recente episodio di bullismo era stato segnalato pochi mesi fa, in novembre. Un ragazzo dell'istituto Pollini si era visto sottrarre il cellulare da un compagno di scuola, che lo minacciava e aveva poi denunciato l'accaduto sempre ai carabinieri della stazione di Mortara. Gli stessi dirigenti scolastici degli istituti mortaresi fanno opera di prevenzione e sensibilizzazione, sia con gli alunni che con i loro genitori, contro il bullismo all'interno delle scuole. ©RIPRODUZIONE RISERVATA