Rapina in gioielleria, c'è la traccia

PAVIA Sarebbero vicine alla conclusione le indagini sul drammatico tentativo di rapina ai danni della gioielleria Prina di viale XI febbraio. Una rapina durante la quale il titolare, Roberto Prina, era stato ferito da due banditi a colpi di pistola. Il gioielliere aveva aperto il fuoco con la sua arma ma non li aveva colpiti. Il commerciante era stato invece centrato e, per fortuna, i proiettili non avevano trapassato organi vitali. Così, dopo alcuni giorni in ospedale e un intervento chirurgico, era tornato al lavoro. Gli investigatori della polizia avrebbero trovato alcune tracce che li avrebbero portati molto vicino ai responsabili di una rapina che poteva trasformarsi in tragedia. Le immagini delle telecamere e altri accertamenti scientifici avrebbero permesso di scoprire che i responsabili sono arrivati da lontano e che, probabilmente, sono stati aiutati da qualche basista locale. L'inchiesta potrebbe quindi avere uno sviluppo positivo anche se, per il momento, non sono stati presi provvedimenti. Mancherebbero alcuni particolari. L'indagine è condotta dagli uomini della squadra mobile coordinati dai magistrati della procura della repubblica di Pavia. La rapina era stata messa a segno il 15 ottobre scorso, di pomeriggio. I due banditi avevano parcheggiato l'auto rubata in viale XI febbraio con la scusa di acquistare alcuni gioielli. Si erano finti clienti. Avevano i volti in parte coperti da occhiali da sole e berretti. Prina e la moglie Anna Cuzzoni si erano accorti delle loro intenzioni. La donna era stata costretta ad entrare nel retro mentre i banditi stavano cercando di legare il gioielliere ad una sedia. A questo punto, Roberto Prima avrebbe impugnato la sua pistola e avrebbe sparato alcuni colpi verso i banditi. Colpi andati a vuoto. Uno dei rapinatori aveva esploso a sua volta dei colpi di pistola e il commerciante era stato raggiunto alla spalla destra e al torace.