Legge elettorale, Grillo: referendum on line

ROMA Il Nuovo centrodestra vota il modello dei sindaci, Scelta Civica il Mattarellum corretto, il sistema spagnolo tenta Forza Italia mentre il Movimento 5 Stelle dice no a qualunque accordo e lavora ad una propria legge che sarà sviluppata on line insieme agli iscritti "certificati" e poi sottoposta a refendum in rete. Il tris di proposte di Matteo Renzi per riformare la legge elettorale smuove le acque del dialogo. Ma per ora ciascuno tiene ferma la propria posizione di partenza. La prossima settimana si svolgeranno gli incontri con tempi serrati perché su un punto Pd e Alfano concordano: il sì della Camera deve arrivare a febbraio. Sul timing il segretario del Pd non è disposto a transigere: un calendario degli incontri con gli altri partiti ancora non c'è, ma c'è la disponibilità di quasi tutti (i 5 Stelle vogliono tenersi fuori) a svolgerli subito dopo l'Epifania, per poter siglare un'intesa politica a gennaio. La più «ampia» possibile. «E trasversale», spiega la responsabile Riforme del Pd Maria Elena Boschi. «Per noi sarebbe importante avere anche il sì di Forza Italia», dice Angelino Alfano. Il Nuovo centrodestra resta ancora convinto che un'intesa vada trovata innanzitutto tra gli alleati di governo. Ma ciò non vuol dire tenere fuori Berlusconi, spiega Alfano che definisce inaccettabile la proposta del Cavaliere: un election day il 25 maggio per le politiche con le europee. Ben venga dunque l'accelerazione impressa da Renzi: incassare la legge elettorale e avviare la riforma del bicameralismo entro maggio «rafforzerebbe» il governo davanti ai cittadini, sostiene Alfano, ma non si pensi, avverte, di stringere i tempi «per anticipare il voto». Nel merito, il Nuovo Centrodestra insiste sul modello dei sindaci: le altre due proposte di Renzi non sono praticabili, spiega Maurizio Lupi. In particolare, il modello spagnolo, gradito a Fi, «porterebbe da un sistema bipolare a uno bipartitico». Ma è valido quanto gli altri due, sostiene Renzi, perché, se corretto con il premio al 15% e soglia di sbarramento, garantirebbe la governabilità. Il modello spagnolo renziano non convince i 5 Stelle, che pure sono firmatari di una proposta di legge proprio di tipo ispanico. Le correzioni proposte dal Pd sono una «fregatura», sostiene Danilo Toninelli. Ma in ogni caso appare difficile convincere il M5S. Le timide aperture al dialogo di alcuni parlamentari («Se il Pd è in grado di conquistarsi consenso, siamo disponibili a votare», ha detto Nicola Morra) vengono stroncate sul nascere da Beppe Grillo, che annuncia la propria "road map": entro febbraio i centomila iscritti al Movimento voteranno on-line la proposta 5 Stelle di legge elettorale, che sarà presentata però nella prossima legislatura, perché questo Parlamento non è «legittimo» e nessuna discussione è possibile con i deputati «abusivi» scelti col Porcellum.