Carceri, Napolitano chiede l'amnistia

di Gabriele Rizzardi wROMA La drammatica questione carceraria va affrontata in tempi stretti e il modo per risolvere subito l'inaccettabile problema del sovraffollamento passa per interventi straordinari come amnistia e indulto. Con una lettera in viata ai presidenti di Camera e Senato, letta in contemporanea nelle Aule di Montecitorio e Palazzo Madama, Giorgio Napolitano decide di mettere la questione dell'emergenza carceraria al centro del suo primo messaggio alle Camere in quasi 8 anni di permanenza al Quirinale. Il presidente della Repubblica, che era tornato con forza sul tema durante la sua recente visita nel carcere di Poggioreale, disse che il messaggio era già pronto ma poi aggiunse che per trasmetterlo aspettava «un momento di maggiore serenità e attenzione politica». E la fiducia ottenuta dal governo Letta la scorsa settimana autorizza il capo dello Stato a pensare che adesso è arrivato il momento per intervenire con il messaggio, che è uno degli atti formali che la Costituzione gli attribuisce per esercitare il proprio potere . «Ferma restando la necessità di una riforma complessiva della giustizia, ci sono tante misure che si possono adottare per adempiere alle richieste della Corte di Strasburgo in materia di carceri, ma tutte richiedono tempo e poiché l'Italia deve intervenire entro il 28 maggio prossimo è bene valutare rimedi straordinari come amnistia e indulto». Con queste parole, Napolitano invita il Parlamento ad affrontare «in tempi stretti» la questione perché l'emergenza «è una questione scottante che va affrontata con concretezza e determinazione». Nella lunga lettera (12 cartelle), il capo dello Stato parla di «malfunzionamento cronico», propone «pene alternative» al carcere, sottolinea la necessità di uno sforzo diretto a far sì che i detenuti stranieri «possano espiare la pena inflitta in Italia nei loro paesi di origine», chiede una incisiva «depenalizzazione» di alcuni reati per i quali sarebbe sufficiente una sanzione pecuniaria, auspica che l'amnistia «non incida su reati di rilevante gravità e allarme sociale» e invita ad aumentare la capienza complessiva degli istituti penitenziari. Il messaggio del Quirinale, che riaccende lo scontro tra i partiti e fa scendere sul piede di guerra il Movimento 5 Stelle, viene pienamente condiviso da Enrico Letta e Angelino Alfano. «Il messaggio sulla questione carceraria è ineccepibile e centra una delle vere emergenze del nostro paese. Il governo è pronto e continuerà a fare di tutto per percepire indicazioni e sollecitazioni giunte dal capo dello Stato» scrive il premier. Il disco verde arriva anche dal vicepremier: «Siamo pronti a fare la nostra parte e ad avviare una collaborazione con il ministero della Giustizia per tradurre in pratica il monito del presidente della Repubblica». Resta da capire come un atto di clemenza potrebbe incidere sulle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi. I 5 Stelle vedono una mano tesa verso il Cavaliere e gridano allo scandalo. Ma il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, definisce una «falsa idea» quella dei grillini e ricorda che sui provvedimenti di clemenza «è il Parlamento che decide per quali reati prevederla» e aggiunge che «non è mai successo che l'amnistia si occupasse di reati finanziari». Resta il fatto che Napolitano non ci sta a passare per il salvatore del Cavaliere e replica a muso duro: «Il Movimento 5 Stelle se ne frega dei problemi della gente. Quelli che dicono così non sanno quale tragedia è quella delle carceri. E ciò vale per chi pensa che l'amnistia sia solo pro-Berlusconi». Sulla questione interviene anche l'Anm per dire che amnistia e indulto sono scelte «emergenziali» mentre la giustizia ha bisogno delle riforme. ©RIPRODUZIONE RISERVATA